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"Notizie di Scuola e università su Prato"

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    Scuola e università 20/03/2011 alle 12:35 Firma: Paolo Calamai Direttore Responsabile Stampa articolo

    La speranza del nostro Paese La meglio gioventù che scende in piazza!

    La speranza del nostro Paese

    La meglio gioventù che scende in piazza!

     

    La nostra scuola torna nelle piazze della protesta, a conferma che l’onda degli studenti e dei professori non si è esaurita. La contrapposizione tra il mondo della scuola e il governo è profonda ed assoluta. Le verità certamente non stanno da una sola parte o dall’altra, ma vanno ricercate  instaurando un serio confronto, che è mancato.  Spesso si usa la parola riforma ma nei fatti le cosiddette riforme  sembrano più mirate e rivolte a diminuire la spesa. Certamente colpire i settori  nevralgici(scuola , cultura,ambiente  e ricerca) non è un buon sintomo di un Paese moderno. Spiazza i nostri giovani relegandoli ad accattoni. Le vere riforme da effettuare sono altre: la diminuzione della spesa pubblica e l’evasione fiscale. Quello che appare SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA è:una precisa e intenzionata controriforma per demolire  e privatizzare gradualmente la scuola pubblica. Anche se il Ministro Gelmini cerca di difendersi dichiarando che in piazza c’è parecchi che vanno a protestare e mandano i loro figli alle scuole private. Questo governo è stato anzitutto una regressione culturale. L’idea o il dubbio che un’astuzia ignorante potesse guidare con successo l’Italia nel mondo  complesso della modernità, invece  di precipitarla, com’è stato, nel declino e nel discredito internazionale. Nessun governo ha prodotto tanti danni nell’istruzione pubblica,alla cultura e ai nostri beni culturali,  neppure al tempo del  fascismo. Nessuno prima di questa aggregazione moderna o “toccasana”di  Governo”bipartito” aveva considerato la scuola e la cultura e la ricerca come nemici ideologici da abbattere. Assai più degli eredi  degli avversari politici e perfino degli eredi del comunismo, con i quali alla fine ci si può sempre mettere d’accordo al tavolo degli affari. Per non parlare  poi della TV pubblica che è stato facilissimo piegare , con l’eccezione di piccole isole di indipendenza. Si fa di tutto meno che privilegiare gli onesti sforzi di milioni di ragazzi e ragazze di rendersi indipendenti con lo studio e con il lavoro. Questa vecchia Italia non può rimanere in mano ai vecchi  “tartufi.”bianchi o neri!  Bene fanno i nostri giovani a protestare PACIFICAMENTE COME LORO DIRITTO-DOVERE e scendere in piazza manifestando le loro speranza per un futuro e un mondo migliore , dove si lotta per realizzare  la crescita del Paese, allo scopo di un suo reale rinnovamento e sviluppo.

    Paolo Calamai


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