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"Notizie di Redazionale su Prato"

Sabato, 30 Maggio 2020 - aggiornato alle 6:52

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    Redazionale 21/12/2010 alle 18:52 Firma: Paolo Calamai Direttore Responsabile Stampa articolo

    PARTITO DEMOCRATICO:"POCHI MA BUONI!"

    La crisi dei partiti investe anche l’ex partito comunista ora Pd

    Partito di Massa o Partito di pochi ma buoni?

     

    Il motto che emerge nelle file del Pd è:”Pochi ma buoni”!Gli ex  comunisti di dopodomani il Partito Democratico  continua la crisi.  Bersani è nei pasticci. Si trova ad arbitrare un partito quanto mai difficile al suo interno, cerca di individuare  i “ giocatori scorretti” per espellerli dal campo. Il primo colpo di fischietto  lo ha riservato al marxista Vendola, per  Il no alle primarie, troppo schierato a sinistra, dopo è toccato al suo alleato Di Pietro, dell’I.d.v., troppo giustizialista. Altri ancora stanno pensando di uscire a testa bassa, ma non tanto. Strizza l’occhiolino a  Gianfranco Fini.   “Gli intellettualoidi di sinistra,gli ex democristiani doc, fanno ancora confondere con le loro bizze, con  le loro continue dichiarazioni in contrapposizione alla direzione del Partito. Insomma,  negli spogliatoi del Pd c’è una grande confusione. “DESTRA-SINISTRA-SINISTRA DESTRA” A chi toccherà domani?  Ad uscire?  Dopo Rutelli?....Nessuno lo sa, ma in seno al partito l’atmosfera è irrespirabile. La barca fa acqua da tutte le parti.  I topi più piccoli, quegli delle ex cellule, e delle sezioni  hanno lasciato alla chetichella il partito,  astenendosi nel rinnovare  la tessera. Ed i topi più grossi aspettano combattuti da mille timori e da mille incertezze. Solo Bersani in questo momento sa cosa vuole. Vuole riprendere fra le mani le redini del partito ; non vuole lasciarsi sfuggire il potere che gli è stato dato dagli ex del  pci e che a mala pena  riesce a conservare,  pur attraverso cento cambiamenti  di rotta e di indirizzo. Sa bene che se il timone gli sfuggirà  dalle mani, sarà la fine per lui e per tutti i suoi ex compagni di una volta. Deve rimanere al potere ad ogni costo. Perciò si affanna ad epurare il partito a progettare purghe, ad espellere,  sospendere,  a cacciar via tutti quelli che lo contrastano. L’operazione potatura è appena iniziata,  e forse domani o dopo domani, allo slogan partito di massa,  che è stato per anni lo slogan comunista, Bersani sostituirà lo slogan con:”Pochi ma buoni”, tenendo accanto a se, soltanto i fedelissimi. Poi si accorgerà che nemmeno quei pochi che ha d’intorno  sono buoni,  ricomincerà a potare , fino al giorno in cui il Partito Democratico non sarà ridotto  alle proporzioni di un qualsiasi  partitino liberale, e allora sarà la fine del sogno del sole dell’avvenire!

    Paolo Calamai Direttore Responsabile

    www.pratoreporter.it

     


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    Commenti

    • Boris (il 23/12/2010) scrive:

      Caro Giulio, in questa cosiddetta seconda repubblica, più della prima, la politica italiana è degenerata nella squallida rappresentazione di interessi privati e di casta. Dio ci salvi!

    • Marco Buricchi (il 22/12/2010) scrive:

      Vendola non è come si vuol far intendere agli sprovveduti della politica, schierato all'estrema sinista. Al contrario di quello che si dice e si scrive, il suo pensiero è ha come modello di riferimento il socialismo democratico occidentale, di stampo anglossassone, in particolare quello della socialdemocrazia tedesca. Difatti, dai suoi discorsi,l traspare un forte preparazione sociologica, che ricorda la scuola di Dusseldorf. In altri termini, un pensiero radicale e libertario che ha radici culturali non solo nel marxismo ma anche nel cristianesimo. Naturalmente, questo mette in crisi e in discussione un partito eterogeneo, come il Pd - che non è nè carne e pesce. Se non altro, Vendola ha le idee molto chiare e un programma di sviluppo per l'Italia. Cosa che nel Pd manca.

    • Giulio Benetti (il 22/12/2010) scrive:

      I moralisti del PD, sono bravi a sentenziare gli altri, ma quanto si tratta di aumenti di stipendio sono tutti d'accordo. Li manderei a lavorare in fabbrica.

    • Luciano ulderigo bettarini (il 21/12/2010) scrive:

      Concordo abbastanza ma i vecchi comunisti con oltre 35 di"marchette"non possono andare in pensione altrimenti dovrebbero iniziare a lavorare e non lo sanno fare(oltre a non averne voglia)perche'non l'hanno mai fatto tutti affaccendati a speculare sulle false ideologie da propinare a chi lavora davvero

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