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    Redazionale 10/12/2014 alle 11:50 Firma: Paolo Calamai Direttore Responsabile Stampa articolo

    LE MARACHELLE DELLA POLITICA?

     


    Il Paese ha

    veramente bisogno

    di nuove elezioni

     

    ...più rispetto alle richieste dei cittadini!...

     

    Gli elettori si aspettano  un cambiamento totale dei rappresentanti del popolo. Le riforme devono essere attuate e non enunciate! L'azione politica è rivolta soltanto  dividersi i seggi e far parte dei comitati elettorali.  In questi anni i partiti con le loro "trappole fantasiose" hanno giocato  tra loro al “ vecchio calcio-balilla”e a  chi mette più palle in buca per  accaparrarsi :i ministeri, le regioni, i comuni, le municipalizzate.   C’è una crisi istituzionale che è di etica morale  l'identità politica  rappresentativa non può essere galoppante  o truffaldina!  La politica è sempre più lontana dai problemi dei cittadini. Nascono  raggruppamenti di uomini e partiti che assomigliano  più a una  “falange macedone" che rema contro il mandato ricevuto dall'elettorato. La politica  rappresenta solo se stessa e il suo potere dopo operano i loro solerti  comitati elettorali.  Domandiamoci piuttosto se è ancora valido avere la tessera di un partito! Le condizioni storiche economiche e politiche sono cambiate! Crollano i miti, gli ideali,  crollano i partiti, si complicano i fatti, aumentano i problemi, le proteste di piazza si susseguono sulla   (disoccupazione,ambiante,servizi, sanità, istruzione)  Il Paese è sofferente, pieno di guai di insicurezza. Il futuro sarà migliore se la politica riesce a cambiare il suo  linguaggio, uscire dalle stanze dei palazzi,  per poter comunicare e dialogare con il popolo. Ma l’indifferenza e l'arroganza prevale sul dialogo, sulle idee, sulle proposte non mantenute. Siamo rappresentati da  comitati  politici elettorali che si autoeleggono. Gli  elettori per queste ragioni  disertano le urne in massa. E' successo in Sardegna, e nelle ultime elezioni regionali ha votato solo il 37 per cento avente il diritto. I politici non si vergognano se l'astensione aumenta, anzi,  alla T.V.e sui giornali spolverano il vecchio noioso  ritornello : “Siamo qui solo per amministrare il bene pubblico,  ci ha eletto il popolo, e il popolo è sovrano e chi non vota non assolve ad un suo diritto dovere. I pericoli della nostra democrazia sono proprio questi signori che senza etica morale con arroganza, mancanza di coerenza, di  responsabilità, e competenza ci rappresentano. Le idee, le proposte, le  convinzioni, le  azioni giornaliere, devono essere messe a confronto con la collettività. I partiti devono far pulito mettendo  da parte gli “inbecilli" "i ladri" "gli incompetenti , "i cialtroni di turno "che ce ne sono tanti a girovagare attorno alla politica e ai suoi comitati elettorali. La politica deve rinnovarsi in casa propria. Il   futuro  non può essere certamente il buio,  le chiacchiere, l'arroganza,   l'indifferenza e il mancato rispetto delle richieste dei cittadini. 

    Paolo Calamai


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