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"Notizie di Provincia su Prato"

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    Provincia 03/11/2012 alle 13:39 Firma: COMITATO PROVINCIALE AREA PRATESE Stampa articolo

    PROVINCIA DI PRATO LA NOSTRA STORIA PER CHI NON LA CONOSCE

     

     

    La nostra storia della Provincia di Prato

     

    Gentile direttore Calamai di Pratoreport,
    I recenti e drammatici eventi per Prato hanno suscitato numerose reazioni e la gran parte di queste sono dettate dalla totale disconoscenza sulla "battaglia per la provincia".Al di là del presunto campanilismo dei pratesi(sfidiamo chiunque a trovare un solo clamoroso episodio dal dopoguerra ad oggi)e al di la'di come la si pensi sulla gestione dell'ente (compito che a alla nostra associazione non spetta assolutamente), noi del Comitato crediamo, anzi siamo sicuri che tutta la vicenda per ottenere la provincia sia stata uno dei piu' bei esempi d'impegno civile che l'Italia abbia visto dal 1861 ad oggi, ma che purtroppo nessuno conosce. Tutta la vicenda e' documentata nel fondo "Caciolli" presso l'Archivio di Stato di Prato ed anche nel fondo "Giovannini" presso la biblioteca Lazzerini, oltre che a miriadi di testimonianze di vecchi componenti del Comitato. E' tutto scritto in decine di migliaia di pagine e per giunta sono a disposizione di tutti, scuole, cittadini ed istituzioni politiche. A questo punto vi chiediamo se sia possibile pubblicare un'estrema sintesi della vicenda provincia, giusto per ricordare chi ha veramente dedicato tutto se stesso a cercare di migliorare la propria e la nostra posizione in una Nazione da sempre avara di attenzione su chi veramente le merita.

    Cordialmente

    Alberto Bonaiuti

     

     

    PROVINCIA DI PRATO

    Le aspirazioni di Prato ad una maggiore autonomia amministrativa hanno origini lontane nel tempo, fondatasi da un lato sulle tradizioni storiche di una città che fu una repubblica comunale, dall'altro sulle crescenti necessità di un centro in progressivo sviluppo demografico ed economico. In epoca a noi più vicina, passi concreti furono fatti dal 1919 per opera dell'associazione "Pro Prato" (fondata con altri dal Prof. Alighiero Ceri) che ottenne nel 1925 l'istituzione del circondario di Prato, comprendente l'attuale territorio della provincia pratese più i comuni di Calenzano eTizzana, oggi Quarrata; ma il regio decreto n° 1 del 2 Gennaio 1927 abolì tutti i circondari.
    Con la rinascita democratica, favorevole alle autonomie locali, Ceri e la "Pro Prato" ripresero l'azione; già nel 1948 proposero che si formasse una commissione cittadina per la richiesta di una provincia pratese. Nel 1955, per gemmazione della "Pro Prato", cinque consiglieri dell'associazione: Rolando Caciolli, Sergio Nannicini, Carlo Paoletti, Marcello Santini e Mafaldo Viterbi, dettero vita al primo nucleo del Comitato d'iniziativa per la costituzione della Provincia di Prato.
    L'assemblea pubblica del 14 Dicembre 1955, tenuta nel salone comunale, formalizzò un Comitato allargato di quaranta componenti, rappresentativi delle varie realtà politiche, sindacali, religiose e culturali; venne nominata una segreteria operativa al cui vertice era il Prof. Vanno Vannucchi, cui il 30 Marzo del '56 successe - venendo poi sempre confermato - il Dott. Rolando Giulio Caciolli come segretario responsabile.
    La fondatezza della richiesta autonomistica fu ribadita da un referendum popolare, condotto dal Comitato presso circoli e locali aperti al pubblico, che in pochi giorni raccolse migliaia di firme (c'erano anche quelle di Curzio Malaparte e dell'On. Ferdinando Targetti Vice Presidente della Camera dei Deputati).
    Si giunse così alla seduta del Consiglio Comunale dell'11 Aprile 1956, nella quale - essendo sindaco Roberto Giovannini - il Comune di Prato, a norma dell'art. 133 della Carta Costituzionale, assumeva l'iniziativa per l'istituzione della Provincia Pratese. Tale decisione fu ribadita un anno dopo dallo stesso comune.
    L'azione diveniva ufficiale: l'idea della Provincia di Prato cominciava a delinearsi geograficamente.
    Vi aderirono: il 18 Maggio 1957 il Comune di Vaiano, il giorno dopo il Comune di Cantagallo, il 3 Giugno il comune di Carmignano, il 5 il comune di Montemurlo, il 22 il comune di Montale, il 16 Luglio il comune di Agliana, il 5 Maggio del'58 il comune di Tizzana (oggi Quarrata) e il 14 Settembre del '64 il comune di Poggio a Caiano ( staccatosi dal comune di Carmignano).
    Nel 1959 viene negata a Prato una legge speciale per servizi ed organi statali a prescindere dallo status di Provincia. Nel '64 la richiesta dei comuni era stata respinta dalla Camera dei Deputati per la mancanza del pronunciamento regionale, vincolo che legherà l'iter di istituzione dell'ente
    pratese fino agli anni '70, periodo in cui saranno istituite le Regioni a statuto ordinario. Tuttavia la "Provincia" resta negletta nel panorama politico italiano e si punta per avere un Tribunale che giungerà soltanto nel 1968 dopo sedici anni di lotta.
    Con gli anni '70 arriva la Conservatoria dei Registri Immobiliari e nascono le Regioni assieme alla speranza che Prato non fosse ignorata da Firenze come lo era da Roma. Invece dovemmo constatare una diffusa ignoranza della realtà Pratese negli ambienti regionali, occorsero ponderosi memoriali e tante pressioni sui meravigliati interlocutori per ottenere, in fondo, molto poco ecioè un Circondario definito "un sacco vuoto" perché privo di organi e servizi.
    Il panorama politico nazionale non era dei più favorevoli per le Province che, fortunatamente da pochi, venivano considerate "sorpassate" dalle Regioni.
    Seguirono alterne vicende per tutti gli anni settanta, che portarono anche alla costituzione (10 ottobre 1981) di un "Comitato promotore della provincia di Prato" formato dai rappresentanti ufficiali dei Comuni interessati e presieduto dal sindaco di Prato Goffredo Lohengrin Landini (cui seguirono i successivi Alessandro Lucarini e Claudio Martini). Nell'attività di questo nuovo organismo si distingueva il team Caciolli, Giovannini, Giuseppucci; ma il Comitato d'iniziativa per la costituzione della Provincia di Prato con sede in via Cambioni restava un punto fermo nei momenti più difficili.
    Ma con le elezioni amministrative del 1985 le quotazioni dell'ente Provincia risalirono tramite anche una nuova e più ampia maggioranza parlamentare verso le cosiddette "Province mature": Biella, Lecco, Lodi, Prato e Rimini.
    Nell'86 apre l'ufficio IVA ma nonostante il positivo pronunciamento per Prato della Provincia di Firenze, della Regione Toscana e perfino del Comune di Firenze, non si riusciva a mettere all'O.d.G. della Camera dei Deputati la proposta delle 5 Province. Con tutti questi appoggi appariva scontato il buon esito e a fine '88 venne chiesta la legislativa in Commissione Affari Costituzionali, il che avrebbe evitato le insidie dell'aula di Montecitorio.
    Il 21 Dicembre alle ore 20 la Camera aveva concesso la sede legislativa in Commissione, potevamo considerarci Provincia, ma sulla scena apparvero improvvisamente altre due aspiranti: Crotone e Vibo Valentia nonché un gruppo di Deputati contrari e in numero tale da far rinviare il provvedimento all'esame dell'assemblea. Duro colpo che protraeva l'attesa almeno fino al
    '90, data delle elezioni amministrative.
    Anche il 1990 passò invano ma venne finalmente trovato il meccanismo che poteva sbloccare la situazione e fu la delega al Governo per l'istituzione delle nuove province nell'ambito della legge di riforma delle autonomie locali nella quale si trovava citata la nostra città quale prossima provincia.
    Si susseguirono alti e bassi della situazione, come ormai da più di quarant'anni le logiche e ovvie richieste di Prato per la sua autonomia hanno subito. Il caldo e il gelo delle notizie, l'andirivieni dei documenti fra Governo e Regione, le prese di posizione pro e contro che accompagnarono la vicenda fino agli ultimi momenti, si sciolsero soltanto il 1° Aprile 1992 quando potemmo leggere sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica la pubblicazione della legge istitutiva della Provincia di Prato.
    La più importante battaglia era stata vinta ma non la guerra. Infatti, complice anche la suddetta legge, rimane ancora oggi aperta la questione della divisione dei beni dalla Provincia di Firenze.
    Dopo il 16 Aprile del 1992 giorno dell'entrata in vigore della legge istitutiva per la nostra Provincia, il Comitato d'iniziativa per la costituzione della Provincia di Prato si trasformò in Gruppo Studi. Con il passare degli anni ci si accorse che questo nuovo ente provinciale aveva bisogno di raggiungere la sua piena efficienza il prima possibile, necessità vitale per "la voglia di fare" dell'intera area Pratese.



    Comitato Provinciale Area Pratese


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