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Lunedì, 16 Dicembre 2019 - aggiornato alle 14:43

90! Tombola! La paura........ di RIDERE!

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    Musica 18/02/2013 alle 20:19 Firma: Massimiliano Bandini Stampa articolo

    Sanremo 2013, un successo acclarato

    Un successo su tutti i fronti. Sanremo 2013 è stata una vera e propria marcia troinfale, come quelle dell’Antica Roma in cui i condottieri venivano portati in trionfo dagli eserciti nel mezzo della folla festante.

    Fabio Fazio e Luciana Littizzetto sono riusciti a dare al Festival un imprinting tutto nuovo, una ventata di freschezza e di giovinezza che ha dato la tanta attesa scossa ad una gara canora che troppo spesso aveva posto la sua attenzione sui grandi della musica passata e non su quelli del presente.

    Record ovunque ci si giri dicevamo, con una media di dodici (DODICI!)  milioni di telespettatori ogni serata, con picchi che passano dai quattordici per arrivare anche ai diciasette, un risultato che stritola anche il record (nonostante tutto molto positivo) delle due edizioni precedenti targarte Gianni Morandi. I timori che serpeggiavano in Rai alla vigilia della sessantatreesima edizione di un flop sul piano degli ascolti erano fondati dal momento che nessuno avrebbe scommesso una sola monetina su una percentuale di schare più alta della media degli undici milioni di Morandi ed invece Fazio, con la capicità e la professionalità proprie di un ottimo telecomunicatore, è riuscito ad andare oltre, aprendo le porte dell’Ariston a tutta l’Italia che per una volta si è messa alle spalle le polemiche ed i litigi continui della campagna elettorale che hanno fin troppo caratterizzato queste ultime settimane.

    Arriviamo allora a quelli che sono stati i punti salienti di questo festival, iniziando dai due co conduttori, Fazio e  Littizzetto, che hanno rivoluzionato il concetto tutto sanremiano del conduttore maschio e della bella valletta donna che era stato la cifra dei festival baudiani. Per la prima volta si vede finalmente all’opera una donna, non una modella, una donna vera e propria, una moglie, una madre insomma, una persona in carne ed ossa, non più una icona di bellezza e basta. Forse, in momento difficle come quello che sta attraversando l’Italia, il nostro paese ha bisogno proprio di questo, di certezze, di aprire la tv e vedere la sua immagine riflessa, non quella di un’icona che poco (anzi mai) rappresenta la realtà. Divertente e simpatica, giocherellona ma mai frivola, scherzosa ma intelligente, tutte cifre che hanno caratterizzato il personaggio “Lucianina” a Sanremo, di cui in particolare ci si ricorderà il bellissimo monologo sulla violenza contro le donne.

    Fazio è stato un comandante attento non solo a non far naufragare la barca di Sanrmeno che non naviga mai in acque tranquilla ma anche a spingerla verso quelli che sono i venti che spirano all’interno della società contemporanea, a portarla ad incontrare i gusti dei giovani, vincendo la scommessa (azzardatissima all’inizio) di aprire, forse per la prima volta, veramente il teatro dell’Ariston ai ragazzi. “Giovani” è un termine che soprattutto in campagna elettorale viene spesso da tutti abusato, portato sempre come un baluardo di cui farsi portavoce di cui poi, una volta conclusa la tornata elettorale, si tende ad ammainare la bandiera in quanto tematica troppo rischiosa da affrontare. Fazio è riuscito invece non solo a scommettere sui ragazzi ma ha fatto veramente qualcosa per loro, offrendo una schiera di concorrenti alle prime armi ma di sicuro apprezzamento (Marco Mengoni su tutti oppure Annalisa, oppure il giovane Maggio che aveva vinto X-Factor nella prima edizione), puntando anche molto su quella che è la musica d’arte, la musica classica, con giovani di cristallino successo come Wagner e Verdi (diretti nella puntata di chiusura dal trentasettenne Daniel Harding, un direttore eccezionale), scommettendo ed anche qui vincendo sul fatto che quel tipo di musica, se fatta conoscere nella maniera corretta, attrae anche i giovani (indice di questo sono le punte di tredicimilioni che hanno raggiunto i brani dei due grandi compositori).

    Ottimi ospiti, internazionali e non, hanno fatto da corollario alle canzoni, tutte di grande qualità, che dimostrano una grande attenzione alla cura della stessa da parte sempre di Fazio in qualità di dirtettore artistico. La canzone vincitrice di Mengoni riflette in pieno il talento cristallino di uno dei maggiori talenti della musica italiana, risconosciuto come tale da molti grandi cantanti fra cui il compianto Lucio Dalla; il secondo posto va meritatamente ai grandissimi Elii che hanno avuto il coraggio di rimettersi in gioco e tornare sul palco dell’Ariston dopo vent’anni e che hanno riscontrato un grande successo sia fra il pubblico sia,maggiormente, dalla critica che li ha voluti premiare assegnado loro ben quattro premi, fra cui l’ambitissimo premio della critica, uno dei più importanti in ambito sanremese. Ottimo anche il terzo posto dei Modà che si confermano gruppo di grande successo e di grandissime qualità canore ed artistiche; la loro canzone è un inno all’amore di un genitore nei confronti dei figli ed è a dir poco struggente.

    Unico punto da rivedere il sistema del televoto, troppo libero e impossibile da controllare, che spesso tende a premiare non tanto la canzone più bella quanto il cantante con più seguito mediatico e questo,per una gara canora che fa della qualità in gioco il suo baluardo, non può essere accettabile.

    Con questo non ci resta che attendere il prossimo anno, conservando sempre con piacere i bellissimi momenti che questo Sanremo ci ha consegnato.

     

     

     Massimiliano Bandini


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