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"Notizie di Cultura su Prato"

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    Cultura 15/06/2015 alle 15:00 Firma: Paolo Calamai Direttore Responsabile Stampa articolo

    NEI COMUNI LA CULTURA DEGLI ASSESSORI E' FINITA!

     NEI COMUNI

    LA CULTURA

    DEGLI ASSESSORI

    E' FINITA

     

    La cultura degli assessori  comunali è al tramonto, è finita.  Prevale l'ironia, le difficoltà e le critiche. E' una logica perversa è il sistema cultura  che non va più che ci induce a cambiare marcia. E' una esperienza del passato da dimenticare, con tante pecche e priva di responsabilità! Una dilazione di costi di iniziative ad alto effetto mediatico. Questa azione dirompente deve ormai essere sostituita da interventi di altra natura, che preveda la presenza e l'intervento di tutti gli attori e cittadini, fondazioni ex banche comprese, musei, teatri, associazionismo culturale del tempo libero. Dobbiamo prendere atto che un epoca è finita, quella del politico della cultura a metà tra l'impresario organizzatore e il mecenate. Non ci rendiamo conto che è finita un epoca, ed una nuova comincia, quella in cui, attraverso la cultura, si rendono leggibili tutti i cittadini e le direzioni di sviluppo di una città di un Paese, per la sua sognata identità culturale. La cultura deve anticipare questo sogno :”Accogliere, integrare comunicare. Promuovere tutti e tutto attraversando la vita di ciascuno; indirizzare verso ciò che deve ancora venire. Non esiste sviluppo della cultura se non la si pensa in termini capillari, quotidiani, azioni sul territorio, non soggetti a sbandamenti né di maggioranze politiche, né di congiunturali crisi economiche. Bisogna mettere fine ad interventi basati sul carattere volatile dei “contributi”sostituendoli con erogazioni dotate di stabilità che individuino per ogni territorio gli standard culturali opportuni(ex biblioteche, teatri,sale da concerto, scuole di musica,di teatro, musei, sale espositive, circoli polivalenti interculturali di periferia ecc.ecc. Non è più possibile promuovere la cultura senza un legame serio con l'attività scolastica, gli artisti, il territorio. La cultura è la nostra carta di identità territoriale, e deve dialogare con i cittadini. Deve e può diventare il terreno per una grande espansione di confronto locale. La cultura è un patto di alleanze con i giovani, e gli artisti del passato,   l'occasione per offrire una occupazione produttiva su impegni dotati di senso. E' nella cultura che si anticipano e si sperimentano i nuovi modelli di rapporti sociali interculturali. Tutto ci richiede investimenti. Se la mentalità comune mutasse, si troverebbero le risorse. Se la cultura fosse davvero ritenuta un bene comune, fiorirebbe e sarebbe determinante, la promozione e la divulgazione della creatività tra cittadini e artisti. In fondo basterebbe mettere in discussione sul territorio le iniziative con  l'ordine consolidato delle priorità e crederci. Cosa che da tanto tempo nella nostra Città non accade.

    Paolo Calamai.


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