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"Notizie di Arte su Prato"

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    Arte 21/03/2016 alle 18:21 Firma: Alberto Gavazzeni Stampa articolo

    PAOLO CALAMAI Una voce fuori dal coro

    PAOLO CALAMAI

     

    Una voce fuori dal coro

    "Stamani mi sono svegliato con il terrore di non essere più pazzo" (Comisso).

    Quando una persona sceglie l'arte come compagna di vita sa già a cosa va incontro: la sua è una

    voce fuori dal coro.

    E quella di Paolo Calamai lo è senza ombra di dubbio visto che mescolando impegno sociale, fuoco

    politico, poesia, collages, pittura, grafica e scultura, dà conto, con opere spesso frn troppo incisive,

    dell'ancestrale lotta fra la vita e la morte, della fame nel mondo, della difficoltà delle donne ad

    ottenere le quote rosa nella vita di tutti i giorni, dell'emarginazione, dei "disastri" della guerra.

    Qualcuno, nel book delle firme di questa sua ultima mostra a Calenzano, lo ha definito come

    "L'ultimo difensore di Fort Alamo" e ha colpito nel segno. Per Calamai l'arte è una roccaforte

    assediata da mercanti, trafficanti ed incompetenti, ma soprattutto è fatta da segni graffiati e

    graffianti che nulla concedono al piacere, ma che alla [me sono costretti ad inchinarsi all'amore.

    La sua è una lettura critica e dialettica del mondo con l'uomo inserito nelle sue viscere fisiche e

    storiche come nelle sue aride strutture artificiali, in una realtà che si va facendo, ogni giorno di più,

    specchio della condizione penosa dell'umani, riflesso esterno delle sue interiorità stravolte,

    simbolo essa stessa di terrore e di violenza. In questi casi l'artista diventa operatore culturale in

    funzione del recupero di ciò che ancora rimane da salvare degli aspetti della vita con i suoi rivolti di

    candore e innocenza, dei suoi sussulti di autenticità. Se nella realtà questi aspetti si presentano

    slegati e frammentari fra di loro Paolo Calamai vi penetra per ricostruirli e scoprirvi i filoni interni

    sfruttabili ai fini della ricerca di quel pizzico di poesia a cui l'uomo non può rinunciare.

    Insomma cerca di trasformare le sue emozioni in segni o in materia che parli per liberare e far

    emergere l'anima; un tentativo di discussione, di analisi, forse di utopia, ma certo di dialogo con la

    vita.

    N'on importa.quale sia, non gli interessa seguire la moda o ripetere temi già riuscitit.I'unica cosa- _

    importante è il soggetto che lo ispira in quel momento e che deve far nascere.

    In un gioco senza fine, in un universo che in parte è sogno e in parte è storia, dove la realtà cerca di

    fondersi con le vaghe stelle del desiderio e il silenzio cerca la musica e viceversa, ma anche dove,

    alia fine, ognuno' fa il suo viaggio verso una meta in cui differenze e contrapposizioni si annullano.

    Una danza attraverso la vita, mache si balla disperatamente da soli.

    Alberto Gavazzeni


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