Lí ASL HA INTERROTTO IL SERVIZIO AMBULATORI MEDICI DI FAMIGLIA

L’ ASL HA INTERROTTO IL SERVIZIO “H12” CHE PREVEDEVA L’ APERTURA CONTINUATIVA DEGLI AMBULATORI DEI MEDICI DI FAMIGLIA DALLE OTTO ALLE VENTI

 

Tra le varie motivazioni quella di non avere raggiunto l’ obiettivo della diminuzioni degli accessi al Pronto Soccorso.

Sull’ aumento (vertiginoso in questi ultimi anni) degli accessi al Pronto Soccorso, io darei la mia interpretazione, giusta o sbagliata che sia.

Il progresso tecnologico, che negli ultimi cinquant’ anni si è verificato in tutti i campi, si è verificato ovviamente nella sanità e nella medicina, con l’ avvento di tecniche diagnostiche, vedi la TAC, l’ ecografia, ecc. tanto per fare un esempio banale, che hanno ratificato l’ indispensabilità e l’ insostituibilità della documentazione strumentale per porre qualsiasi diagnosi o per escludere qualsiasi altra diagnosi.

In quest’ ultimo trentennio è cambiato il lavoro del medico, di base o specialista che sia, il quale ripeto per diagnosticare qualcosa o per escludere qualsiasi altra cosa, non si può più limitare alle conclusioni derivanti dalla “visita” alla vecchia maniera come avveniva prima, ma deve “comprovare” le proprie conclusioni personali con il reperto dello strumento che sancisca la diagnosi da lui manualmente effettuata, o che escluda incontrovertibilmente il sospetto di un’ affezione grave, alla quale egli pur tuttavia sia arrivato con l’ indagine manuale.

Il medico al quale nel proprio ambulatorio si presenta un paziente ad esempio con il problema di una sintomatologia dolorosa acuta, anche se fa una diagnosi o esclude una grave affezione, ha bisogno di comprovare le proprie conclusioni con il reperto strumentale, anche per ragioni di responsabilità personale,  per cui una volta fatta la diagnosi, soprattutto di esclusione di qualcosa di “grave” si vede costretto ad inviare il paziente al Pronto Soccorso ospedaliero, dove a prescindere da quanto dovrà attendere, questo sarà sottoposto all’ accertamento strumentale che confermerà quanto ritenuto dal medico.

In parole povere, negli ambulatori medici, non ci sono gli strumenti diagnostici,, che invece ci sono in ospedale.

Ragion per cui la gente non si reca al Pronto Soccorso, non perché non trova il proprio medico, ma per essere in grado di sapere con certezza, cosa “ha” o cosa “non ha”.

Nel ventunesimo secolo, ma anche nell’ ultimo ventennio del secolo scorso, grazie al progresso tecnologico,  l’ esercizio della Medicina è diventato soprattutto soprattutto DIAGNOSTICA STRUMENTALE.

Osservo anche (polemicamente) che il sottoscritto in questi ultimi vent’ anni ha espresso la propria contrarietà al progetto di costruire a Prato un nuovo ospedale, dato che ne avevamo uno ancora nuovo nella maggior parte dei padiglioni, e le cui carenze non erano da addebitare ad insufficenza di spazi o di strutture.

Ebbene: con quello che ci è costato costruire un nuovo ed inutile ospedale, insufficiente alle esigenze del comprensorio pratese,  e con quello che ci consterà dell’ altro l’ ampliamento di questo ospedale inadeguato, si potevano mantenere i distretti sanitari ora in parte eliminati o ridimensionati, installando in ognuna di queste strutture anche apparecchiature diagnostiche sofisticate, TAC, ecografi, che avrebbero decimato la lunghezza delle liste d’ attesa.

I cittadini prendano in considerazione di chi sono queste responsabilità istituzionali ed agiscano in conseguenza!

 

AURELIO DONZELLA

 

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