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"Notizie di Teatro e Spettacolo su Prato"

Martedì, 22 Maggio 2012 - aggiornato alle 17:44

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    Teatro e Spettacolo 18/02/2012 alle 15:17 Firma: pc/riceviamo e pubblichiamo Stampa articolo

    Pratopezza, Domenica 19 Febbraio al Teatro La Baracca

    Domenica 19 febbraio 2012 alle ore 16,30

    Al Teatro la Baracca torna

     

    Pratopezza

    scritto e interpretato da Maila Ermini

    Pratopezza nasce  da un rotolo di tessuto, una pezza appunto. Il suo babbo è un tessitore, che è un po’ sordo com’erano una volta i tessitori, e non capisce come sia stato possibile che da un rotolo di tessuto sia venuto fuori un‘omino’…Il babbo vorrebbe che tornasse come prima o che almeno lo aiutasse nel suo lavoro…Ma Pratopezza ha un caratterino! Durante la commedia Pratopezza incontra altri personaggi e racconta alcune storie buffe. Infatti, la sua particolarità, oltre ad essere un po' scontroso e ribelle, e tuttavia simpaticissimo, ghiotto di cantuccini naturalmente, e di vinsanto, è quella di contenere in sé tante storie, tante quante sono i fili del tessuto di cui è fatto, che provengono da vestiti stracciati; quei lontani vestiti gli hanno trasmesso un po' la vita e le vicende di chi li indossava...Lo spettacolo è adatto a tutti, grandi e piccoli.

     

    RECENSIONE E COMMENTI

    Piero Ianniello, Nuovo Corriere di Prato , 14 febbraio 2011

    «Debutto di successo per la maschera pratese creata da Maila Ermini. “Io sono particolare, perché dentro di me ci sono tante storie. I tessuti che faceva il mio babbo venivano da tutto il mondo… le storie di tutto il mondo…le imparai quando ero tessuto!”. Così si presenta Pratopezza, il personaggio teatrale frutto di una geniale intuizione di Maila Ermini. Pratopezza nasce dai cenci che confluivano nelle fabbriche pratesi, provenienti da tutto il mondo, e ognuno di quegli stracci era portatore di una storia. Pratopezza è fatto di fili, ogni filo narra una storia. E visto che a volte nei fili ci sono i nodi, Pratopezza è balbuziente.

    Lo spettacolo della Ermini è per ragazzi, è fatto di granchi che chiedono un vestito su misura e topolini che vogliono mangiare i cantucci, e con tratti di interattività riesce a coinvolgere il giovane pubblico presente. Ma non si ferma lì, perché Pratopezza racconta storie, e le storie piacciono a grandi e piccini. Senza contare che ogni storia può essere rappresentativa di ogni società, dove si possono leggere risvolti d’attualità, come quando Pratopezza narra del dittatore che impediva ai suoi sudditi di lavarsi le orecchie, cosicché il popolo smise di dialogare e di parlare, favorendo il potere.

    È la Maila Ermini di sempre, dunque, anche quando lo spettacolo si rivolge ai bambini. Ma la vera grandiosità dell’opera sta nel personaggio creato, un pratese figlio del tessuto, che vive in un portaballe e che ha smesso di stare ai telai per andare in giro a raccontare le storie che ha imparato dagli stracci. Il potenziale di questo personaggio è immenso, può raccontare un’infinità di storie e rivolgersi, con quella sua movenza sbalestrata, a tutte le tipologie di spettatori.

    Non resta che augurarsi che la Maila Ermini sviluppi questa maschera pratese, per farne un vero punto di riferimento, una sorta di grillo parlante della città. E soprattutto che anche le istituzioni ne riconoscano la portata e gli diano il giusto spazio nel teatro locale.»  

    Elia Frosini, Notizie di Prato , 26 marzo 2011: «… Il personaggio di Pratopezza è un po’ un novello Pinocchio: nasce da un rotolo di tessuto e incappa in esperienze e situazioni al limite del possibile. Oltre a essere un po’ scontroso e ribelle, è simpaticissimo, goloso di cantucci di Prato e di vin Santo, ma soprattutto un grande inventore di storie, tante e diverse come i fili di tessuto con cui è stato prodotto: ogni singola toppa, ogni parte di sé, proveniente da vecchi stracci malmessi, gli hanno trasmesso una quantità infinita di storie. Uno spettacolo molto simpatico che unisce il divertimento alla riflessione; il nostro passato riemerge con prepotenza in una storiella non solo per bambini che, con atmosfere che ricordano tanto Carlo Collodi, riconferma la grande genialità della Ermini, che abbiamo potuto apprezzare anche poco tempo fa con Anito e Garibaldaal Teatro Magnolfi di via Gobetti. »

    Questi alcuni commenti scritti dagli spettatori libro del gradimento del Teatro La Baracca:

    "Uno spettacolo divertente, poetico, pieno di grazia e di misura";  "Ottimo per tutti, grandi e piccini";  "Ottimo, acuto nel significato";

    Semplicemente geniale”.

     

     


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