Riceviamo e pubblichiamo:
Nonostante le decine di libri e i numerosi film sulla sua vita , di lei si è detto tutto e il contrario . Solo alcuni dati e fatti sono sicuramente veri e storici .Margaretha nacque nella famiglia di Adam Zelle (1840-1910) e di Antje van der Meulen (1842-1891), ed ebbe tre fratelli, il maggiore, Johannes (1878), e due fratelli gemelli, Arie Anne e Cornelius (1881-1956); la sua carnagione bruna, i capelli e gli occhi neri la differenziano dalla norma dei suoi conterranei olandesi. La sua famiglia poteva permettersi di vivere molto agiatamente in un antico e bel palazzo di Groote Kerkstraat, nel centro della città : Margaretha frequenterà una scuola prestigiosa. Nel 1889 gli affari del padre iniziano ad andar male tanto da costringerlo a cedere la sua attività commerciale.Margaretha si ritrova povera . Nel 1895 Margaretha risponde all'inserzione matrimoniale di un ufficiale, il capitano Rudolph Mac Leod (1856-1928), che viveva ad Amsterdam in licenza di convalescenza dalle colonie d'Indonesia poichè soffriva di diabete e di reumatismi. L'11 luglio 1896, ottenuto anche il consenso paterno, Margaretha sposa il capitano Mac Leod (tuttavia il padre non partecipa alla cerimonia nuziale). Il 30 gennaio 1897 nacque a Margaretha un figlio, cui fu dato il nome del nonno paterno, Norman John. In maggio la famiglia s'imbarcò per Giava, dove il capitano riprese servizio nel villaggio di Ambarawa, nel centro della grande isola. L'anno dopo si trasferirono a Teompoeng, vicino a Malang, dove il 2 maggio 1898 nacque Jeanne Louise (m. 1919), chiamata col vezzeggiativo Non, dal malese nonah, «piccola». A Giava la vita dura e la morte del figlio avvelenato da una cameriera misero a dura prova tutta la famiglia che , al momento in cui il maggiore Mac Leod raggiunse l'età della pensione tornò in Olanda . Anche lì ci furono diatribe e la coppia finì per divorziare . Nel 1903 Margaretha decise di tentare la fortuna a Parigi e vi andò lasciando la figlia al suo destino . Vi sono forse maggiori probabilità di imporsi quando si finge di non essere nel bisogno: per questo motivo prese alloggio al Grand Hotel. Presentatasi dal signor Molier, proprietario di un'importante scuola di equitazione e di un circo, Margaretha, che in effetti aveva imparato a cavalcare a Giava, si offrì di lavorare e poiché un'amazzone può essere un'attrazione, fu accettata. Ebbe successo e una sera si esibì durante una festa in casa del Molier in una danza giavanese, o qualcosa che sembrava somigliarle: Molier rimase entusiasta di lei. Più che naturale che il mondo dell'epoca non poteva non accorgersi di lei. Infatti, in poco tempo diviene un "caso" e il suo nome comincia a circolare nei salotti più "pettegoli" della città. Intrapresa una tournè per saggiare il livello di popolarità, viene accolta trionfalmente ovunque si esibisca.
Per rendere più esotico e misterioso il suo personaggio cambia il suo nome in Mata Hari, che in lingua malese significa "occhio del giorno". Inoltre, se prima era il suo nome che circolava nei salotti, ora vi è invitata di persona così come, poco dopo, lo è nelle camere da letto di tutte le principali metropoli europee come Parigi, Milano e Berlino.Notata da monsieur Guimet, industriale e collezionista di oggetti d'arte orientale, ricevette da questi la proposta di esibirsi in place de Jéna, nel museo dove egli custodiva i suoi preziosi reperti, come un animato gioiello orientale.
Il successo provoca una curiosità cui non ci si può sottrarre e l'immagine privata deve collimare con l'immagine pubblica: «Sono nata a Giava e vi ho vissuto per anni» - raccontò ai giornalisti, mescolando poche verità e molte menzogne - «sono entrata, a rischio della vita, nei templi segreti dell'India [ ... ] ho assistito alle esibizioni delle danzatrici sacre davanti ai simulacri più esclusivi di Shiva, Visnù e della dea Kalì [ ... ] persino i sacerdoti fanatici che sorvegliano l'ara d'oro, sacra al più terribile degli dei mi hanno creduto una bajadera del tempio [ ... ] la vendetta dei sacerdoti buddisti per chi profana i riti [ ... ] è terribile [ ... ] conosco bene il Gange, Benares, ho sangue indù nelle vene».Assurdità spacciate con gran faccia tosta dalla casalinga olandese che aveva solo visto di sfuggita qualche danza all'epoca del soggiorno a Giava . Il padre l'aiuta nel montare il castello di menzogne scrivendo una biografia in cui si inventa una famiglia nobile e parentele con principi e re . Mata Hari si esibisce perfino alla Scala improvvisandosi danzatrice alla Isadora Duncan e ballerina di flamenco . Soltanto i grandi musicisti dell'epoca non le danno la richiesta collaborazione . Insomma riesce a imbrogliare quasi tutti passando da un amante ricco a un altro miliardario .Allo scoppio della guerra continua i suoi spoatamenti tra Berlino , l'Olanda , la Svizzera e la Francia con puntate in Spagna . Amante di ufficiali francesi , accetta per soldi(un milione di franchi!) di entrare nello spionaggo francese . A Madrid si mette in contatto anche con esponenti dello spionaggio tedesco e inizia un doppio gioco decisamente pericoloso . E infatti .... i francesi riescono a decifrare i dispacci tedeschi in cui si parla di lei e alla fine viene arrestata . Nega tutto ma non riesce a giustificare le somme ricevute dai tedeschi che spaccia come «regali « o risarcimenti di non si sa cosa . Ogni contatto , ogni ex amante rifiutò di deporre a suo favore anzi rinnegarono ogni contatto con lei e dichiararono di aver capito che cercava informazioni per i tedeschi .
Ma se un agente "doppio" è arma ideale di informazione e disinformazione, della sua fedeltà non si può mai essere sicuri. In quel terribile 1917, che vede l'esercito francese minato dalle diserzioni sullo Chemin des Dames, Mata Hari diventa il "nemico interno" da eliminare. Poco importa discutere ancora se la Zelle fosse o no il famigerato agente H-21 di Berlino. Colpevole o meno di tradimento, il processo serve allo stato maggiore per rinsaldare il fronte interno, cancellando i dubbi sulla credibilità del servizio informazioni di Parigi.
Per onore di cronaca, è giusto sottolineare che Mata Hari, durante le fasi del processo, si proclamò sempre innocente pur ammettendo in tribunale di aver frequentato le alcove di ufficiali di molti paesi stranieri. Il 17 ottobre 1917 dopo che la domanda di grazia è stata rifiutata Margaretha /Mata Harisi avviò con molta fermezza al luogo fissato per l'esecuzione, salutata, come è previsto, da un plotone che le presentò le armi. Ricambiato più volte il saluto con cortesi cenni del capo, fu blandamente legata al palo; rifiutata la benda, poté fissare di fronte a sé i dodici fanti reduci dal fronte cui era stato assegnato il compito di giustiziarla: uno di essi, secondo regola, aveva il fucile caricato a salve.
Degli undici colpi, otto andarono a vuoto - ultima galanteria dei militari di Francia - uno la colpì al ginocchio, uno al fianco e il terzo la fulminò al cuore: il maresciallo Pétey diede alla nuca un inutile colpo di grazia. Nessuno reclamò il corpo: trasportato all'Istituto di medicina legale di Parigi, sezionato, fu presto sepolto in una fossa comune. Venne conservata la testa che fu trafugata negli anni cinquanta, in circostanze mai chiarite, per servire forse come estrema e macabra reliquia. E' una storia che ha dell'incredibile : come tutti credettero alle bugie di una casalinga frustrata improvvisatasi danzatrice «sacra» senza avere la minima idea di quello che fosse veramente . Una donna qualunque , nemmeno bellissima , assurta a donna fatale e addirittura a contatto con gli stati maggiori dei paesi in guerra .
Lilli Cocci