RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
GIOCATORI MILIONARI VIZIATI
Domenica abbiamo assistito allo sciopero della casta dei giocatori, milionari viziati, con un grande potere, elargito gratuitamente dai tanti tifosi, che tutto perdonano, ai loro semidei, basta il calcio ad un pallone, questa è l’Italia!
La casta dei giocatori, come quella dei politicanti è molto lontana dalla realtà quotidiana, non vedono quello che gli succede attorno: Un’economia a pezzi, un paese sull’orlo del fallimento, il pericolo di un’imminente scontro sociale durissimo, pensioni e stipendi da fame, questo sono alcune cose sulle quali riflettere prima di lamentarsi.
Mentre i primi sono dei privilegiati da madre natura, che per guadagnare milioni non hanno avuto la necessità di fare il minimo sacrificio, e in molti casi non sono accompagnati nemmeno da un briciolo di cultura, tanto che vengono i brividi ad ascoltarli, i secondi invece, in maggioranza hanno avuto solo la fortuna o l’intraprendenza di conoscere la persona giusta che li ha nominati, per ambedue una sola preoccupazione; L’immagine!
Forse è proprio per dare un’immagine più terrena che i politicanti prima e, i calciatori dopo hanno fatto visita, con un grande TAM TAM mediatico ai carcerati, la situazione carceraria è sicuramente da rivedere, ma non è una priorità del paese, la priorità è la sopravvivenza dell’Italia stessa! Comunque i disagi carcerari potrebbero essere migliorati, con un po’ di buona volontà, depenalizzando alcuni reati e velocizzando i giudizi, ma sappiamo che in Italia è molto difficile chiedere di lavorare a chi non lo ha mai fatto!
Mentre a nostro avviso è disdicevole che certe iniziative sociali vengano usate, per avere, nel primo caso visibilità e nel secondo un lavaggio di coscienza con eventuale recupero d’immagine, non sappiamo se queste iniziative siano riuscite allo scopo dei nostri attori, ma sarebbe quantomeno opportuno che questi signori, senza tanti clamori si occupassero anche delle vittime dell’illegalità, facendo visita a chi è stato “fortunato” nel rimanere in vita, o nei cimiteri dove i meno “fortunati”dimorano per sempre, magari insieme ai parenti, molte volte dimenticati da tutti.
Sergio Castignani
Associazione M.d.C.I.
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