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"Notizie di Rubriche su Prato"

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    Rubriche 15/07/2010 alle 07:40 Firma: Satanicus Stampa articolo

    Piena colpa e deliberato consenso

    di Antonella Sarno

    I sistemi educativi di una volta facevano grande uso dell’autocoscienza .
    Per giudicare la gravità delle azioni c’erano i limiti della materia grave, della piena consapevolezza e del deliberato consenso.
    Il peccato aveva sempre questa connotazione inderogabile e ed era condannabile di conseguenza.
    Era una specie di metro, che metteva sempre il personaggio al muro, al di là dell’impatto contestuale dell’azione .Si trattasse di semplice furto di animali da cortile o truffa nella vendita di caci muffi o di altre gravissime questioni, si esigeva poi oltre al pentimento anche la riparazione, cioè il risarcimento materiale o morale, essendo ogni azione antisociale intesa anche come offesa ai propri simili. Questa formula riparatrice consentiva a pieno titolo il reintegro del soggetto nella comunità, che non si asteneva comunque dal considerare con sospetto questi “recuperati", pur apprezzando la buona volontà per essersi esposti al pubblico ludibrio.
    La moderna psicoanalisi ci ha fornito invece di altri parametri di riferimento e la percezione del danno è completamente mutata. Si è rimandato tutto ai traumi infantili, alla competizione, allo sviluppo dell’autostima e ai condizionamenti.
    Insomma bisogna essere garantisti, perché nessuno è mai pienamente consapevole delle proprie azioni e dell’impatto che queste hanno sul mondo. Ce ne informa anche la tv che dispensando sentenze di buon vivere invita tutti a fare outing. Ma neanche lì si è visto ammettere piena avvertenza o deliberata scelta e la materia grave non è più grave per nessuno.
    Il termine oramai alleggerito di tutto è diventato comune e noi ci siamo assuefatti alle peggiori mascalzonate, diciamolo in fondo piccole distrazioni mai vere e proprie disonestà.
    Dottrine andate quelle del deliberato consenso, perfino un po’ troppo castiga cristiani, usate a sproposito da una cultura oscurantista colpevole di aver sempre ammanettato l’individuo ai dogmi.
    Ma abbiamo finalmente rimosso e ci siamo dati regole nuove di convivenza.
    O meglio basta regole, e ognuno per sé. Ogni parvenza di moralità non ci riguarda più, per decisione unanime ì.
    Oramai tutti si esercitano con disinvoltura nel malcostume. Ma possiamo considerare questa affermata liberalità un adeguamento al senso comune che come sappiamo appiattisce la percezione del danno, anche se gli toglie ogni fascino. Lo rende quotidiano, perciò scontato e perfino banale.
    In questo senso, libero come tutti da ogni principio etico perciò anche l’onorevole può tranquillamente dichiarare di fronte ad ogni evidente stato di colpevolezza “sono fiducioso“, altre volte esagerando perfino “sono sereno“. E conseguentemente anche un pieno e logico, “non mi dimetto“.
    Questa serenità d’animo basterà e sarà sufficiente a mantenergli coerenza e buona visibilità. E lui continuerà a rappresentare quel paese che tanto gli assomiglia tra gli applausi.
    Perché la coscienza è oramai uno stato alterato che nessuno indaga più,  e la vergogna un condizionamento infantile da tutti decisamente superato.
    E poiché oltre che spudoratamente disonesti, questi giostrai sospesi sul filo tra menzogne e tornaconti sono anche inguaribili ottimisti potranno sopportare qualsiasi processo mediatico senza timori. Giusti contatti, l’oblio del tempo e, poi tutti assolti.
    Urge quindi un ritorno ai sani principi e per tutti una nuova ventata moralizzatrice. E qui l’insidia peggiore. Perchè il popolo, rivolgendosi ai canali da sempre a questo preposti, potrebbe incappare in certi ecclesiastici.
    Per la politica invece si è offerto Di Pietro…... .


    « Torna indietro | Fonte: Antonella Sarno | Stampa articolo | Condividi: Bookmark and Share

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