90! Tombola! La paura........ di RIDERE!
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Di cosa parliamo..
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a proposito della moralita’…caro fini e compagni…..!
alcune citazioni possono esservi di aiuto…non vi sembr.. Segue
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quando si parla di moralità, di libertà, ci credete davvero?.........ma fatemi....il piacere!.........
.. Segue
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di Antonella Sarno
I sistemi educativi di una volta facevano grande uso
dell’autocoscienza .
Per giudicare la gravità delle azioni c’erano i limiti della
materia grave, della piena consapevolezza e del deliberato consenso.
Il peccato aveva sempre questa connotazione inderogabile e ed era
condannabile di conseguenza.
Era una specie di metro, che metteva sempre il personaggio al muro, al
di là dell’impatto contestuale dell’azione .Si trattasse di semplice
furto di animali da cortile o truffa nella vendita di caci muffi o di
altre gravissime questioni, si esigeva poi oltre al pentimento
anche la riparazione, cioè il risarcimento materiale o morale, essendo
ogni azione antisociale intesa anche come offesa ai propri simili.
Questa formula riparatrice consentiva a pieno titolo il reintegro
del soggetto nella comunità, che non si asteneva comunque dal
considerare con sospetto questi “recuperati", pur apprezzando la buona
volontà per essersi esposti al pubblico ludibrio.
La moderna psicoanalisi ci ha fornito invece di altri parametri di
riferimento e la percezione del danno è completamente mutata. Si è
rimandato tutto ai traumi infantili, alla competizione, allo sviluppo
dell’autostima e ai condizionamenti.
Insomma bisogna essere garantisti, perché nessuno è mai pienamente
consapevole delle proprie azioni e dell’impatto che queste hanno sul
mondo. Ce ne informa anche la tv che dispensando sentenze di buon
vivere invita tutti a fare outing. Ma neanche lì si è visto
ammettere piena avvertenza o deliberata scelta e la materia grave
non è più grave per nessuno.
Il termine oramai alleggerito di tutto è diventato comune e noi
ci siamo assuefatti alle peggiori mascalzonate, diciamolo in fondo
piccole distrazioni mai vere e proprie disonestà.
Dottrine andate quelle del deliberato consenso, perfino un po’
troppo castiga cristiani, usate a sproposito da una cultura
oscurantista colpevole di aver sempre ammanettato l’individuo ai dogmi.
Ma abbiamo finalmente rimosso e ci siamo dati regole nuove di convivenza.
O meglio basta regole, e ognuno per sé. Ogni parvenza di moralità non
ci riguarda più, per decisione unanime ì.
Oramai tutti si esercitano con disinvoltura nel malcostume. Ma
possiamo considerare questa affermata liberalità un adeguamento al
senso comune che come sappiamo appiattisce la percezione del danno,
anche se gli toglie ogni fascino. Lo rende quotidiano, perciò
scontato e perfino banale.
In questo senso, libero come tutti da ogni principio etico perciò
anche l’onorevole può tranquillamente dichiarare di fronte ad ogni
evidente stato di colpevolezza “sono fiducioso“, altre volte
esagerando perfino “sono sereno“. E conseguentemente anche un pieno e
logico, “non mi dimetto“.
Questa serenità d’animo basterà e sarà sufficiente a mantenergli
coerenza e buona visibilità. E lui continuerà a rappresentare quel
paese che tanto gli assomiglia tra gli applausi.
Perché la coscienza è oramai uno stato alterato che nessuno indaga
più,
e la vergogna un condizionamento infantile da tutti decisamente
superato.
E poiché oltre che spudoratamente disonesti, questi giostrai sospesi
sul filo tra menzogne e tornaconti sono anche inguaribili ottimisti
potranno sopportare qualsiasi processo mediatico senza timori.
Giusti contatti, l’oblio del tempo e, poi tutti assolti.
Urge quindi un ritorno ai sani principi e per tutti una nuova
ventata moralizzatrice. E qui l’insidia peggiore. Perchè il popolo, rivolgendosi ai canali da sempre a questo preposti, potrebbe
incappare in certi ecclesiastici.
Per la politica invece si è offerto Di Pietro…... .
« Torna indietro | Fonte: Antonella Sarno | Stampa articolo | Condividi:
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