di Lilli Cocci"Una delle cose migliori dell'amore è riconoscere il passo dell'uomo che
sale le scale"
Colette
pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette
Saint-Sauveur-en-Puisave, 28 gennaio 1873
Parigi, 3 agosto 1945
E' stata una scrittrice francese considerata fra le maggiori della prima
metà del XX secolo. Insignita delle più importanti onorificenze
accademiche, nonché Grand'Ufficiale della Legion d'onore, fu la prima
donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di
Stato. Colette è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, un
mito nazionale: Gabrielle Sidonie Colette era una donna piena di doti.
Ha scritto più di 50 romanzi e moltissimi racconti. Era attrice ,
ballerina , e mima,e aveva un talento speciale per suscitare scandali !
Aveva idee molto libere sul sesso . C'è molto da scoprire su di lei !
Ebbe tre mariti e un amante più giovane di lei di trent'anni, più volte
fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali
con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese.
Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua
vita e la sua opera letteraria furono la testimonianza di una donna
libera, anticonformista ed emancipata, che sfidò le convenzioni e le
restrizioni morali dell'epoca, e che contribuì a rompere certi tabù
femminili già a partire dalla sua prima creazione letteraria, il
personaggio di Claudine .La fortunata serie delle "Claudine", piena di
un certo pigmento erotico, ai primi del XX secolo rivestiva un carattere
osé notevole, e tuttora il primo romanzo della serie, "Claudine a
scuola", è inserito nella guida bibliografica dell'Opus Dei fra i libri
proibiti.
Figlia ultimogenita di un capitano degli zuavi in congedo, Jules
Joseph Colette, e di una vedova in prime nozze di un ricco proprietario
terriero, Sidonie Landoy, Colette cresce in Borgogna in grande libertà e
a stretto contatto con la natura; ha un'infanzia felice circondata
dall'affetto della famiglia e fin da bambina impara ad amare la musica e
i libri, può leggere tutto ciò che desidera: a sei anni già legge
Honoré de Balzac, Alphonse Daudet, Prosper Mérimée e William
Shakespeare. Con un padre sprovvisto di senso pratico, Colette viene
educata soprattutto dalla madre, una donna perspicace, di mentalità
moderna, atea dichiarata e anticonformista, che in paese dà scandalo
prendendo a servizio delle ragazze madri. Sidonie insegna alla figlia a
osservare la natura e le trasmette la passione per il giardinaggio; in
ricordo della madre, Colette scriverà il romanzo "Sido".
Nel 1891 , circa , conosce Henri Gauthier-Villars, il suo futuro primo
marito.
Nel 1893 Colette sposa Henri, noto con lo pseudonimo di Willy, più
grande di lei di quattordici anni, e si stabilisce a Parigi. Willy,
scrittore, editore, pubblicitario, giornalista di satira di costume e
feroce critico musicale, dirige e coordina all'interno di una sorta di
officina letteraria, il lavoro di un nutrito gruppo di letterati
emergenti, detti "gli schiavi", i cui scritti egli dà alle stampe con il
proprio nome. Con una fama da donnaiolo e "viveur", Willy è un uomo
molto in vista nell'ambiente artistico e mondano della belle époque
parigina, e ama essere al centro dell'attenzione, provocare e
scandalizzare.
Già al secondo anno di matrimonio Colette si ammala a causa, pare,
di una depressione dovuta alla scoperta dei tradimenti del marito, della
vita insalubre che conduce a Parigi e, forse, di una malattia venerea,
ristabilendosi dopo qualche mese.
Willy introduce Colette nell'ambiente artistico e mondano parigino e
qui fa amicizia con Paul Masson, uno scrittore la cui specialità è
produrre falsi letterari, Marcel Schwob, scrittore e traduttore, Mme
Arman de Caillavet, la musa di Anatole France, Jean Lorrain, scrittore, e
Marguerite Moreno, famosa attrice che diventa sua confidente, conosce
fra gli altri La Bella Otero, Marcel Proust, Rachilde, Paul Valéry,
Maurice Ravel e Claude Debussy.
Colette inizia a scrivere il suo primo romanzo, "Claudine a scuola", il
cui manoscritto verrà da Willy, dopo una prima lettura, giudicato
inservibile e riposto in un cassetto per circa quattro anni.
Nel 1889 il manoscritto di "Claudine a scuola" viene riscoperto da
Willy il quale, intuendone ora le potenzialità e con l'intento di
proporne la pubblicazione, suggerisce a Colette di accentuarne i temi
piccanti che in origine erano appena accennati. Nel 1900 viene
pubblicato, a firma "Willy", "Claudine a scuola" che, grazie alle
conoscenze e alla destrezza da impresario artistico di Willy, ottiene in
breve tempo uno strepitoso successo e rende a Colette, come dono da
parte del marito, una proprietà campestre presso Besançon, molto amata
dalla scrittrice.
Sfruttando l'onda del successo, Colette scrive il suo seguito,
"Claudine a Parigi", che viene pubblicato nel 1901 sempre a firma
"Willy". Questo secondo romanzo viene da Willy rapidamente trasposto in
un'omonima commedia teatrale, interpretata dall'attrice Polaire, che
l'anno successivo andrà in scena con successo ai Bouffes-Parisiens,
entrando poi in tournée. Sempre nel 1901, mentre il numero delle
tirature delle prime due "Claudine" continua a crescere, Colette,
incoraggiata dal marito e che assieme a lei vi partecipa in ménage à
trois, intreccia una relazione amorosa con Georgie Raoul-Duval,
l'affascinante moglie di un miliardario americano già nota per le sue
seduzioni prevalentemente di tipo saffico. Stando alla testimonianza di
Willy, l'intesa fra Colette e Georgie si interrompe quando Colette
scopre che essa ha una relazione a due anche con Willy.
Georgie viene poi raffigurata da Colette nel personaggio di Rézy
all'interno del romanzo "Claudine amoureuse", pubblicato nel 1902 e mai
messo in vendita poiché prontamente ritirato da Georgie nel tentativo di
evitare uno scandalo. Lo stesso anno viene pubblicato "Claudine si
sposa", seconda stesura riveduta di "Claudine amoureuse" . Il quarto
romanzo della serie, "Claudine se ne va", viene pubblicato nel 1903,
anch'esso come i precedenti uscito a firma del marito, il quale
pubblicamente raccoglie tutto il merito e la gloria della serie sebbene
la vera autrice sia sempre Colette. Solo dopo il loro divorzio la serie
delle "Claudine" verrà pubblicata con le firme congiunte di Colette e
Willy.
"Claudine a scuola", assieme agli altri romanzi della serie,
divenne così uno dei maggiori best-seller francesi di tutti i tempi,
creò un personaggio originale nella letteratura francese, "la prima
teenager del secolo", un personaggio che invase la Francia. Nei cabaret e
nei caffè-concerto apparve "il tipo" Claudine,, numerosi articoli
commerciali lanciarono anch'essi la "moda Claudine", apparvero così i
"profumi Claudine", i "capelli alla Claudine", i "grembiuli alla
Claudine", perfino le "cravatte alla Claudine".
Nel 1904 viene pubblicato "Dialogues de betes", firmato "Colette
Willy", il primo libro di Colette in cui, accanto al nome del marito,
compare anche il suo. Il 1905 è anche l'anno che vede la progressiva
separazione della coppia Willy-Colette, l'uno ormai palesemente infedele
alla moglie, l'altra che si avvicina sempre più al raffinato mondo
della lesbo parigina e che inizia a esibirsi a teatro.
Nel 1906 Colette diventa compagna e protetta di Missy, pseudonimo
della marchesa Mathilde de Morny, una delle protagoniste del bel mondo e
del "demi-monde" parigino, nota per il suo lesbismo che manifesta
travestendosi da uomo. Colette, aiutata da Missy e ormai determinata a
intraprendere una carriera teatrale da mima-danzatrice, si separa da
Willy e cambia domicilio.
Nel 1907 al Moulin Rouge, durante la messa in scena della pantomima
"Reve d'Egypte", Colette e Missy danno scandalo baciandosi con passione
sul palco; dopo la seconda rappresentazione il prefetto Lépine vieterà
lo spettacolo. Lo stesso anno Colette e Willy si separano legalmente e
Willy vende come suoi i diritti dei libri e la proprietà campestre
presso Besançon. Intanto Colette continua a esibirsi a teatro.
Ha un nuovo amante, il ricco Auguste Hériot, e lo stesso anno è
ammessa alla Société des Auteurs, intraprende così una serie di azioni
legali contro il marito, che le fruttano tra l'altro l'inserimento del
suo nome nella serie "Claudine", una percentuale sulle vendite e i
diritti dei due romanzi "Minne" che, dopo averli rielaborati e fusi in
un unico romanzo, pubblica con il titolo "L'ingenua libertina".
Dopo il divorzio da Willy, nel 1910, Colette inizia le sue
collaborazioni giornalistiche con il "Paris-Journal" e con "Le Matin",
ed è impegnata con una tournée teatrale. Esce a puntate, ne "La vie
parisienne", "La vagabonda", che riscuote un discreto successo di
critica e pubblico. Durante le vacanze estive Colette ammira le bellezze
della Bretagna in una villa di Missy, che l'anno successivo le regalerà
e che sarà descritta nei suoi romanzi.
Il 1911 la vedrà impegnata in una tournée teatrale e, nella
commedia "Xantho chez les courtisanes", Colette si esibisce nuda e
ingioiellata. Riceve una proposta di matrimonio da Heriot ma si lega al
barone Henry de Jouvenel, divorziato e con un figlio, Bertrand de
Jouvenel. De Jouvenel, detto Sidi, è un giornalista politico e redattore
capo de "Le Matin", quando conosce Colette è legato a un'altra donna,
una contessa. Dopo varie traversie e sotterfugi per liberarsi dei
rispettivi amanti, Colette e Sidi vanno a vivere assieme.
Nell'autunno del 1912 muore Sidonie, sua madre. Incinta, Colette
sposa in dicembre Henry de Jouvenel, diventando la baronessa de
Jouvenel.
Nasce a maggio la figlia: Colette Renée de Jouvenel, detta Bel-Gazou.
La bambina, affidata a una severa governante inglese, è da questa
allevata in campagna, a Castel-Novel. Colette sarà una madre spesso
assente, soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza della piccola
Colette; si manterrà in contatto con la figlia prevalentemente per
corrispondenza.
Durante gli anni della prima guerra mondiale l'attività
giornalistica di Colette si intensifica; nel 1914 raggiunto a Verdun il
marito partito per il fronte, invia a Parigi dei reportages che, però,
non passeranno la censura.Durante la guerra, il suo lavoro di scrittrice
non si interrompe, pubblica tra gli altri "La pace tra le bestie"; il
matrimonio con il marito invece, che nel frattempo ha intrapreso una
carriera politica, conosce alti e bassi per via dei tradimenti di lui.
Nel 1919 esce in volume "Mitsou ovvero come le fanciulle diventano
sagge" che, malgrado la critica sia discorde, ha successo. Fra gli
estimatori di "Mitsou" c'è Marcel Proust il quale scrive: "Ho un poco
pianto stasera, per la prima volta dopo molto tempo, eppure da un pezzo
sono oppresso da dispiaceri, da sofferenze e da seccature. Ma se ho
pianto non è per tutto questo, è leggendo la lettera di Mitsou... Le due
lettere finali sono il capolavoro del libro". Lo stesso anno Henry de
Jouvenel riprende il suo lavoro di direttore a "Le Matin" e Colette è
nominata caporedattore della sezione letteraria del giornale del marito e
successivamente assumerà anche l'incarico di critico teatrale. Nella
sua nuova veste di importante giornalista e moglie di un uomo
politicamente influente ha modo di conoscere i personaggi più noti di
tutta Parigi.
Nel 1920 ne "La vie parisienne" viene pubblicato a puntate il
romanzo "Chéri", che subito suscita scandalo ma che annovera fra i suoi
estimatori André Gide, che così scrive: "Da un capo all'altra del libro,
non un cedimento, non una ridondanza, non un luogo comune" e anche "Che
splendido argomento è quello che ha scelto! E con quale intelligenza,
padronanza e conoscenza dei segreti meno confessati della carne". Ma
"quel che si scrive succede" dice Colette, e infatti lo stesso anno la
quarantasettenne Colette conosce Bertrand de Jouvenel, il figlio
diciassettenne del marito, con il quale instaura una relazione amorosa.
Sempre quest'anno viene insignita della Legion d'onore con il grado di
Cavaliere.
Intanto esce a teatro "Chéri", riadattamento di Colette, in
collaborazione con Léopold Marchand, del romanzo omonimo, che l'anno
successivo sarà interpretato da Colette stessa nella parte di Léa: il
pubblico non si lascerà sfuggire l'occasione di notare la correlazione
fra Léa-Colette e Chéri-Bertrand.
Nel 1923 esce a puntate su "Le Matin" "Il grano in erba", la cui
pubblicazione viene interrotta per scandalo dopo quattordici puntate; lo
stesso anno verrà pubblicato in volume e sarà questo il primo libro
firmato solo "Colette". Intanto il marito tronca bruscamente i rapporti,
forse a causa della chiacchierata relazione di Colette con Bertrand, e
iniziano così le trattative per il divorzio. L'anno successivo Colette
interrompe la collaborazione con "Le Matin" (poiché il marito ne era il
direttore) e inizia a collaborare con altri giornali, tra i quali "Le
Figaro", vivendo dei proventi da giornalista e continuando a pubblicare
altri libri ("La femme cachée" e "Aventures quotidiennes").
Nel 1925 la scrittrice è impegnata a portare in tournée la commedia
"Chéri", e Maurice Ravel musica l'opera di Colette "Divertissement pour
ma fille", facendone un balletto dal titolo "L'enfant et les
sortilèges", che va in scena a Montecarlo. In occasione dello
spettacolo, Marguerite Moreno giunge a Montecarlo con l'amico Maurice
Goudeket, un commerciante di perle, che si innamora, corrisposto, di
Colette. Intanto Colette e Bertrand de Jouvenel si lasciano e il
divorzio con il marito diventa definitivo.
Colette si disfa di ciò che le ricorda il suo passato vendendo o
affittando le sue precedenti abitazioni e compra in Costa Azzurra una
casa immersa nel verde, poi descritta nei suoi libri Nel 1930 esce
"Sido", il romanzo di ricordi su sua madre e, durante un viaggio in
crociera, inizia a scrivere "Il puro e l’impuro" e pubblica "Histoires
pour Bel-Gazou".
Nel 1931 muore Willy e Colette si fa notare per la sua assenza ai
funerali. Esce un film tratto da "La vagabonda", con la sceneggiatura di
Colette, primo film sonoro in Francia. Esce a puntate, sulla rivista
"Gringoire", "Ces plaisirs", la cui pubblicazione, per via
dell’argomento scabroso, viene interrotta dopo solo tre puntate.
Nel 1932 Colette apre un istituto di bellezza nel quale
distribuisce consigli di make-up e di bellezza alle dame parigine che
lei stessa trucca personalmente. Visto il successo di questa impresa
nascono quattro succursali, e altri negozi vendono i prodotti e i
cosmetici pubblicizzati e curati da Colette, con la sua immagine nelle
etichette disegnata da lei stessa. Pubblica "Prisons et paradis", ma già
l’anno successivo l’attività commerciale, sebbene riscuota successo,
risulta sfibrante e rallenta il suo lavoro di scrittrice; nel 1933
collabora a una sceneggiatura per il cinema, diventa critico teatrale
per "Le Journal", e pubblica "La gatta".
Nel 1935 si sposa con Goudeket e trascorre il viaggio di nozze negli
USA, lo stesso anno anche sua figlia si sposa separandosi poi, con
scandalo, poche settimane dopo il matrimonio. Nel 1936 diventa
Comandante della Legion d'onore e viene ufficialmente eletta membro
dell’Académie royale belge de langue et de littérature françaises. Nel
1938 si trasferisce a vivere al primo piano del Palais-Royal, sua dimora
parigina definitiva.
Colette, muovendosi sempre più a fatica per il progressivo
peggioramento della sua artrosi, trascorre tutto il periodo della guerra
a Parigi, chiusa dentro il suo appartamento al Palais-Royal, riuscendo a
barcamenarsi con le spese grazie alle sue conoscenze e al suo senso
pratico. In questi primi anni pubblica nel 1940 "Camera d’albergo", e
nel 1941 "Julie de Carneilhan", "Journal à rebours", "Mes cahiers" e "Il
puro e l’impuro", la versione definitiva di "Ces plaisirs", oltre a una
serie di articoli che diventeranno poi un libro: "Dalla mia finestra".
Sempre nel 1941 il marito, che è ebreo, viene arrestato e spedito in un
campo di concentramento; l’anno successivo Colette riuscirà a farlo
liberare, non si sa come, ma si presume sfruttando le sue amicizie. Nel
1942 esce su una rivista "Gigi", che sarà poi pubblicato due anni dopo
assieme ad altri racconti. Nel 1943 pubblica "Flore et Pomone" e "Il
kepì", una serie di racconti. Nell’anno della liberazione della Francia,
il 1944, mentre la fama di Colette si consolida, sua figlia giunge a
Parigi da partigiana. Al termine della guerra anche Bel-Gazou tenterà la
strada del giornalismo, fra l’altro sarà l’autrice di un grande
reportage sull’estate tedesca del ‘45, ma la notorietà della madre sarà
per lei un ostacolo ineludibile: in seguito diventerà antiquaria e gli
ultimi anni della sua vita li dedicherà a consacrare la memoria della
madre, morirà nel 1981.
Nel 1945 Colette viene eletta membro dell’Académie Goncourt,
seconda donna dopo la scrittrice Judith Gauthier, il marito intanto è
diventato editore.
Nel 1948 si occupa della revisione e della raccolta dell’intera sua
opera per l’edizione "Le Fleuron", diretta dal marito, e pubblicata poi
in 15 volumi, un impegno colossale che la terrà occupata a lungo;
pubblica anche "Per un erbario".
Nel 1949 la fama di Colette è consacrata e, come a un "monumento
delle lettere francesi , istituzione vivente, testimone del tempo",
all’interno del suo appartamento al Palais-Royal Colette vedrà sfilare
un susseguirsi incessante di visitatori. Noto è anche il divano-letto
sul quale Colette, semi paralizzata, lavora e passa gran parte del suo
tempo. Diventa Presidente dell’Académie Goncourt e pubblica "Le fanal
bleu" e il suo ultimo libro, "En pays connu", una raccolta di scritti.
Nel 1950 fra spostamenti vari in cerca di cure e il lavoro di
adattamento teatrale del suo romanzo "La Seconda" (che va in scena
l’anno seguente), viene eletta presidente onorario del Consiglio
letterario del Principato di Monaco e riceve in visita la regina
Elisabetta del Belgio.
Nel 1951, tornata a Montecarlo sempre in cerca di cure, nota
all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la sceglie per
interpretare la commedia "Gigi", che andrà in scena a Broadway. L’anno
seguente le sue condizioni di salute peggiorano sempre di più, nel 1953
in occasione dei suoi 80 anni l’idolo Colette riceve tributi e
onorificenze quali la medaglia della Città di Parigi, l’elezione a
membro onorario del National Institute of Art and Letters di New York, e
il grado di Grand’Ufficiale della Legion d'onore.
Nel 1954 Colette, giunta al termine della sua lunga malattia, si
spegne il 3 agosto a Parigi, nella sua stanza al Palais-Royal. Non senza
un seguito di polemiche e indignazioni, la chiesa rifiuta i funerali
religiosi e Colette, prima donna in Francia, riceve funerali di stato
nella corte d’onore del Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père
Lachaise.
Colette fu una scrittrice prolifica, nella sua lunga carriera
produsse circa un’ottantina di volumi fra romanzi, racconti, memorie,
opere per il teatro, raccolte di articoli giornalistici e di recensioni
teatrali, oltre a una sterminata corrispondenza personale che venne
raccolta e pubblicata in epistolari.
Post scriptum : Colette mi piace come
scrittrice , adoro i suoi libri sugli animali che sembrava amare più
degli esseri umani . "La gatta","Dialogues de betes ","la paix chez les
betes" . Scrive in un francese perfetto . Non mi piacciono alcuni suoi
romanzi come il celebrato "Chéri" ma il mio è un gusto personale . Come
donna mi pare di un egoismo sfrenato , perlomeno all'apparenza "
« Io voglio… io voglio… io voglio fare quello che voglio!
............scrive in uno dei suoi romanzi e così ha fatto.
Gabrielle Sidonie Colette