La sera del 14 settembre 1927, la ballerina e coreografa Isadora Duncan
salutò gli amici con cui aveva cenato , si avvolse più volte intorno al
collo il lungo scialle rosso con frange di mezzo metro e salì in
macchina , esclamando "Addio amici , vado alla gloria " frase un po'
teatrale ma tipica della danzatrice . Le frange dello scialle ricaddero
sulla ruota e quando la macchina partì , la strangolarono spezzandole
l'osso del collo e sbalzandola dall'auto. Morte bizzarra certo , di una
donna dalla vita bizzarra e appassionata , anche tragica.
Isadora nasce il 27 maggio del 1878 a San Francisco da madre irlandese e
padre scozzese.
Costretta da gravi ristrettezze economiche, abbandonata dal marito, la
madre da lezioni di pianoforte, educando i figli alla più completa
libertà ed indipendenza. Isadora cresce in un ambiente familiare
impregnato di acuta sensibilità artistica influenzato dalle teorie
sulla mimica di F. Delsarte (1811-71), ricevendo così una formazione
improntata all'amore per la libertà e per la natura tipico dello spirito
di frontiera americano.
Decisa a calcare il palcoscenico, rifiuta l'estetica del balletto
accademico e dedica la sua vita ad elaborare una nuova, personale forma
di danza classica, dove il termine classica è da intendere come
ellenica, ispirata cioè all'antica Grecia. La danza di Isadora rivela i
sentimenti più intimi dell'animo in modo istintivo ed autentico
esprimendo uno stato naturale dell'uomo, tendere cioè verso la
liberazione spirituale e corporea: l'eleuteron greco. La sua riforma fu
drastica e completa: via il tutù, le scarpette di raso, la calzamaglia,
tutto è finalizzato alla maggiore naturalezza e libertà del corpo, dei
movimenti.
La danza era ora a piedi nudi, con semplici tuniche di velo.
In opposizione perciò al balletto tradizionale, giudicato da lei
oppressivo della fisiologia, crea la "danza naturale" basata su pochi
movimenti naturali, caratterizzata da gesti di trasparente simbolismo e
ispirata ai bassorilievi ed alle pitture vascolari del British Museum.
Il rifiuto di ogni accademismo furono fondamentali per la nascita della
futura modern dance americana, mentre con il sostegno di musiche non
nate per il balletto, come Beethoven, Gluck, Chopin ecc. anticipò una
caratteristica fondamentale del moderno balletto sinfonico che, attorno
al 1930, vedrà in Massine e, successivamente, in Balanchine, i loro
geniali propugnatori. Nel 1884, col sostegno della sorella maggiore e
della madre, che accompagna le lezioni al pianoforte al suono di
Beethoven, Mozart e Schumann, le due sorelle acquistano presto grande
popolarità ottenendo i primi guadagni grazie all’insegnamento della
danza presso le case della buona borghesia di San Francisco.
Ma grazie all’intervento del padre che in un momento di temporanea
fortuna decide di risollevare le sorti della famiglia facendo dono di
alcune proprietà i fratelli, Raymond ed Augustin, riescono a mettere in
piedi un teatrino mettendo in scena una tournée destinata a tutte le
città della costa.
Nel 1895, Isadora, smaniosa di successo, decide di partire per Chicago
con la madre. Vive giorni assai duri e , per mantenersi, danza in ogni
genere di locali.
Entra nella compagnia di Augustin Daly di New York, con cui compirà una
tournèe di un anno. Presto viene raggiunta dalla famiglia, ma poco dopo
Isadora lascerà Daly per riprendere l'insegnamento. Si dedica allo
studio dei tragici greci e di Platone, compone coreografie sulle
musiche di Ethelbert Nevin (Narciso, Ofelia, Le ninfe delle acque) che
l'accompagna al pianoforte. Nel 1898 a causa di un incendio presso un
albergo di New York dove la famiglia Duncan soggiornava, Isadora perde
tutti i suoi averi, dunque, con straordinaria tenacia, convince i
fratelli e la madre a trasferirsi a Londra. Dopo un periodo di totale
miseria, grazie al mecenatismo della ricca signora Campbell, riesce ad
inserirsi nei circoli mondani ed intellettuali della città. A Londra
Isadora trascorre intere giornate nel British Museum nella
contemplazione delle antiche opere di arte greca. Studia i miti greci,
le posizioni e i movimenti delle figure dipinte e scolpite, si interessa
all'influsso dell'arte greca sulla musica, la pittura, la danza..
Incontra Ellen Terry, la grande attrice che, da questo momento in poi,
incarnerà il suo ideale artistico e femminile. Nel 1900 decide di
trasferirsi a Parigi, passa molto tempo al Louvre; conosce A. Bourdelle,
A. Rodin, prende corpo in lei l'utopia di un'umanità danzante libera
dai condizionamenti sociali, l'idea della danza come spontanea
oggettivazione dei sentimenti interiori in movimenti che si susseguono
generandosi l'uno dall'altro come le onde del mare.
Nel 1903 parte per Budapest dove si esibisce trionfalmente per trenta
sere. In Ungheria incontra il suo primo amore, l'attore Oskàr Beregi, ma
il loro rapporto ha presto fine. Si immerge nello studio di Kant e di
Schopenauer. In quegli anni durante un breve viaggio in Italia rimane
profondamente colpita dalla "Primavera" di Botticelli. Nel 1904 parte
col fratello per un lungo viaggio in Grecia e lì fonda la sua prima
scuola. Al suo rientro a Berlino porterà con se le sue allieve. Nasce in
questi anni la sua passione per Nietzsche.
Al 1905 risale il primo viaggio in Russia. A Pietroburgo assiste al
funerale delle vittime della rivolta operaia e decide di consacrare la
propria arte al servizio degli oppressi. Danza con successo a Mosca,
Kiev, Pietroburgo al ritmo delle "Polacche" di Chopin, il coreografo M.
FoKine ne rimarrà profondamente colpito. La convinzione profonda che la
grande scuola imperiale di balletto si fondi sulla negazione di ogni
spontaneità non ostacola il rapporto di ammirazione tra lei e le
maggiori esponenti della tradizione classica russa come Anna Pavlova. A
Mosca rimane affascinata da K. Stanislavskij e dal suo teatro. Di
ritorno a Berlino incontra lo scenografo Gordon Craig , figlio del suo
idolo Ellen Terry, Isadora vede nella sua arte la realizzazione ideale
delle proprie idee teatrali, inizia con lui una relazione, pur tenendo
fede al proposito di non sposarsi per non perdere la propria
indipendenza, dalla relazione nascerà la primogenita Deirdre Nel 1906
parte per una tournèe in Danimarca. Trascorre l'Estate nel mare di
Nordwyck in attesa che a settembre nasca Deirde. Al ritorno a Gunelwald
allaccia stretti rapporti con Eleonora Duse, con lei e con Craig si
trasferirà a Firenze.
Nel 1909 incontra a Parigi l'industriale ebreo Paris Singer, dal quale
ebbe il secondo figlio Patrick, grazie al sostegno finanziario di
Singer Isadora poté fondare qualche anno dopo un’altra scuola, sempre a
Parigi, incontrerà Gabriele D'annunzio.
Nel 1913 di rientro da una tournée dalla Russia, l'automobile nella
quale si trovavano i suoi due bambini precipita nella Senna, perderà
entrambi i figli, Isadora tuttavia ritrova comunque la forza di
ritornare alla vita ed alla danza. Vaga per l'Italia, incontra Rudolf
V.Laban, ripone le sue speranze nella nascita di un terzo figlio che
però muore subito dopo, trascorre un periodo di riposo a Viareggio
ospite della Duse. Nel 1915 parte per New York; decisa a scuotere gli
americani dalla loro indifferenza per le sorti della guerra. Danza la
Marsigliese al Metropolitan avvolta da uno scialle rosso, ma delusa e
amareggiata da un pubblico attento solo dei ritmi Jazz riparte per
l'Italia. Nel 1917 è a Cuba e in giro per gli Stati Uniti dove si
trovava all'annuncio della rivoluzione sovietica. Nello stesso anno
riparte per Parigi dilaniata dai bombardamenti; Isadora di nuovo è priva
di mezzi.
Nel 1921, dietro invito di Lenin, raggiunge Mosca dove riceve dal
governo sovietico l'incarico di impiantarvi una scuola. Infiammata dalla
passione rivoluzionaria, convita di poter realizzare a Mosca la danza
del futuro per una umanità nuova, danza per le masse, insegna ai figli
degli operai. Nel 1922 sposa il poeta Sergèj Esènin, il matrimonio dura
poco, al termine di una tournèe in America i due si separano.
Il legame con Esenin le procurò difficoltà enormi da parte delle
autorità americane, sia per le simpatie filosovietiche dei coniugi sia
per il comportamento del marito, alcolista e bisessuale, Esenin morirà
suicida.
Dopo tre anni di lavoro Isadora è costretta ad interrompere l'attività
della scuola poiché il regime le nega ulteriori sovvenzioni, riparte per
Parigi. Nel 1927 danza al Mogador l'Ave Maria di Schubert.
Il 14 Settembre 1927 Isadora Dunchan muore a Nizza, morte
drammaticamente scenica, ultimo atto di una vita in prima fila vissuta
"senza limiti".
Verrà pubblicato postumo il suo libro autobiografico "La mia vita". In
esso Isadora racconta se stessa, le sue passioni, il suo genio, i legami
creativi con gli ambienti intellettuali europei, i suoi amori: E.Craig,
P.Singer, la sua amicizia con Rodin, D'Annunzio ed Eleonora Duse,
rapporti che si snodano, in bilico tra realtà e leggenda, sulla fitta
trama di una vita vissuta in un viaggiare continuo, sino all'avventura
nella Russia rivoluzionaria ed al suo ultimo, lacerante amore per S.
Esenin.
Vita difficile da definire : da artista ? da precorritrice della danza
moderna ? un po' mitomane con manie di grandezza ? mah.
Bibliografia:
Lettere dalla danza -1928
La mia vita -1928.
Isadora , bellezza "classica".