Dalla nascita
dell’astro e con la stessa materia era nato il corpo planetario che ora
l’astro-madre si riprende, distruggendolo. Il fatto era stato suggerito
da Shu-lin Li dell’Università di Pechino dopo che l’esopianeta era
stato scoperto ancora nel 2008 durante la ricerca condotta da astronomi
britannici nota come
Wide Area Search.
Ma occorreva tutta la potenza di Hubble per raccogliere la debole
radiazione che arriva da Wasp-12 nella costellazione Auriga e lontana
dalla Terra 600 anni luce. Il pianeta, essendo molto vicino all’astro
tanto da compiere un giro completo intorno ad esso in poco più di un
giorno, riesce a far sentire in modo violento la sua forza di gravità
attirando a sé il materiale di cui è formato lo stesso pianeta noto
come Wasp-12b. Esso è analogo nelle caratteristiche al nostro Giove, il
gigante del sistema solare, e quindi è gassoso ma quattro volte più
grande. Gli strumenti di Hubble misurando sia l’attenuazione della
luminosità causata dal transito del corpo planetario sia il tipo di
radiazione hanno permesso agli scienziati della Open University
britannica di capire che intorno al pianeta c’è una grande nube di
materiale costantemente risucchiato dall’astro-madre. Anche nella
materia astrale l’universo manifesta la violenza della natura.
Giovanni Caprara