SONO SOLO CANZONETTE - LA TROVATA DI SAN REMO 2010
EDITORIALE DEL DIRETTORE
Bella ciao, canzone della resistenza e Giovinezza canzone del ventennio fascista, preposte per essere cantate al Festival di Sanremo. Un ultimo esempio di unitarismo di moda nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. La proposta crediamo sia stata fatto dai soliti trufoloni al solo scopo di attirare l’attenzione delle “canzonette” sul Festival. Lo scopo pubblicitario, sembra essere stato raggiunto. Se siamo seri, finiamola qui! Se c’era l’intenzione revisionista, da qualche solone della politica, di mettere sullo stesso piano “ fascismo e democrazia”, vogliamo sperare che l’intenzione sia fallita, perché gli italiani, per volubili e distratti che siano, non possono aver dimenticato che la dittatura costò milioni di morti , di feriti, di deportati, di mutilati, di città semidistrutte, di immigrati per fame, di mutilatini figli degli italiani ne erano piene le nostre Città. Uno degli aspetti peggiori della democrazia conformista, e in sostanza reazionaria, è quello caro alla nostra Italica casta politica, dell’unanimismo di comodo, basato non sulla libertà di opinione, e di replica, ma sul loro obbligo a compattarsi , con un risultato che solo gli ingenui e gli sciocchi non vedono: “la pacificazione obbligata” tende a coprire il fatto che i ricchi e potenti continuano a fare i comodi loro. I due inni (della resistenza e del fascismo)che volevano apparire al Festival di Sanremo sono una trovata tipicamente pubblicitaria,da grandi magazzini,dove c’è merce per tutti i gusti. L’unica cosa chiara della proposta delle canzoni nell’abbinamento per Sanremo è che il revisionismo storico è di moda e di comodo. Non crediamo che il bene tanto decantato dell’unità nazionale può giustificare l’unione di contrari a ogni prezzo. Certo è interesse della nostra classe politica,nel continuare il teatrino della politica. Ci vogliono far credere “questi politichesi”che tutto quello che fanno si riduce ad è una risata!.. La vera risposta ce la danno loro stessi:” basta vedere soprattutto la non rinuncia da parte di chi ci governa e di chi ci rappresenta politicamente per entrare nelle stanze del potere, per verificare l’attuale impossibilità tra le parti politiche in contesa, di dare corpo e sangue ad una democrazia partecipata. I comportamenti di parata dei partiti, le trovate, gli annunci, non interessano ai cittadini, i cittadini vogliono una volta per tutte la sostanza.
Paolo Calamai www.pratoreporter.it