Riappropriamoci del coraggio dell’umiltà, che ci manca!
Prato, la nostra Città, i nostri cittadini e gli organi di informazione devono avere il coraggio di dire ciò che i politici locali, regionali e nazionali tacciono. Il modello di sviluppo proposto dai liberisti così come dai comunisti cioè dalla cultura contemporanea, il modello dello sviluppo continuo e illimitato è contraddetto dai limiti fisici del mondo e dell’umanità, dal fatto che non ci sono più spazi liberi per tutti, che non ci sono più aria, acqua, materie prime per tutti. Vale a dire che il “crescete e moltiplicatevi” è oggi il suicidio della specie. Alla sopravvivenza in questo mondo dobbiamo provvedere migliorando ed intensificando l’agricoltura più che la missilistica, la borsa o l’astronautica, perché la prima ci servirà per nutrirci e farci sopravvivere, mentre le altre servono solo a fare nuove guerre e creare crisi economiche e politiche. Ci vuole buon senso e la necessaria umiltà, cosa rarissima tra le forze politiche che si contendono il potere , in lotta le
une contro le altre. La nostra Italia dovrebbe essere un esempio nel mondo per cultura, istruzione,turismo,agricoltura e ambiante. La scienza laica non è stata capace nella sua superbia di affrontare questi temi, l’informazione moderna neppure. Nella loro presunzione, tutti hanno continuato a fantasticare su emigrazioni planetarie della durata di decenni o di secoli, di uomini addormentati che si sarebbero risvegliati in nuovi mondi lontani anni luce. Bisogna pensare alla sopravvivenza non alla rassegnazione, all’autodistruzione, allo spreco delle risorse e delle possibilità reali. I “ Voli pindarici ed avveniristici “ sono tutt’ora il sogno dei rassegnati e degli sconfitti. Solo la terra con i suoi frutti perenni e rinnovabili possono assicurare il futuro. La terra e i frutti della terra non ricorrono alla guerra per trovare nuove terre coltivabili e nuovi orizzonti. I nostri modernissimi strumenti di calcolo: i computer non ci risolvono il problema del sostentamento. Quindi, sono preferibili i nostri contadini ai nostri matematici e ai i nostri politici. I cinesi, e ne abbiamo un ottimo esempio a Prato, hanno capito che non è la scienza, non saranno i numeri e neppure l’emigrazione in altri mondi ad assicurarci un futuro, ma la terra e i frutti della terra. Stiamo, allora, anche noi con i piedi per terra!
Paolo Calamai.www.pratoreporter.it