L’ITALIA DEI MIRACOLI LE RIFORME MANCANTI
IL PARLAMENTO ITALIANO BLOCCATTO SULLA “DACIA”
Editoriale del Direttore Responsabile
Fare politica in Italia
è certamente sempre più dura. La politica, la vera politica, muore come
le mosche.
La politica, quando fa politica, la deve fare sul serio. Quando
decidono una cosa devono fare quella.
La politica è sempre la prima a scatenarsi, a fare follie,
perché a loro la novità piace, piace un “casino”.
Vedi la casa di Montecarlo: la Dacia
contestata dove viene coinvolto l’On. Gianfranco Fini. La notizia e la novità
può essere la benzina della nostra
storia politica. Ma tutto ha un limite! Più la storia si muove, più la politica
sta ferma e non avanza. Loro cercano di fermare il tempo, fanno mostre,
rincorrono la notizia, fanno inchieste
su nulla, scrivono saggi, fanno cerimonie, e commemorazioni, tralasciando di
risolvere i reali problemi del Paese. Non
c’è niente da fare. Nella politica prevale il motto: “Simula e dissimula” è più
forte del loro compito e impegno istituzionale. La disputa tra i deputati eletti dai
rispettivi partiti e non dal popolo, ha
preso il sopravvento sulle riforme da attuare nel Paese. La disoccupazione
aumenta, i posti di lavoro sono introvabili, anche quelli dichiarati certi, vengono a cessare, si estinguono piano piano,
i cittadini protestano e professano le proprie idee, ma nulla e nessuno li ascolta.
Tutti i nostri politici sono occupati a preservarsi il posto in Parlamento. La
politica non si spaventa neanche quando nei cuori e nelle menti di uomini e donne,
sorge la forza per ribellarsi, per lottare, per gridare dalla disperazione di essere ascoltati, la paura prevale e forse a
volte la certezza della morte, della propria rovina, non ferma questi politici
che si ritengono detentori del bene
pubblico e mandatari del popolo sovrano!. Dobbiamo ricordarci che i cittadini
sono figli della storia, e niente può impedite alla storia di figliare. Il
Parlamento non può essere bloccato a mesi interi, per beghe interne dai
“peones” di partito, per una
disputa di una “Dacia”. E’ enorme ed
impressionante l’incapacità, sconvolgente
l’indifferenza mostrata dai nostri politici ai gravi e veri problemi che il
Paese ha di fronte. Non si può fare
politica senza farsi male. La chiusura delle fabbriche non è una cosa alla
quale si possa rinunciare, con superficialità. Alla casa di Montecarlo si può
rinunciare, ai gravi problemi dell’occupazione no! La questione è morale politica e Istituzionale. Non si può
continuare a fare “bagarra” a mesi interi per una “Dacia” in Parlamento, E RINVIARE
LE RIFORME. La gente che perde il posto di lavoro non tollera più questa ingiustizia! Ebbene rinunciare in
fretta alle lotte interne per la “Dacia”Bisogna
riprendere a mano le riforme. La
situazione nel Paese si complica, la
gente pensa che ora è necessario allargare la mente per riuscire a capirci
qualcosa:”L’economia sbanda”, il superfluo si assottiglia, il popolo dello
shopping sta finendo, e incomincia a chiedersi se è meglio vendere due fustini
di delizie per un fustino di merda. Come
accade da sempre, da migliaia di anni, sul mondo sofferente s’affaccia il
futuro:”il peggio o il meglio”?. Tutti
continuano a chiedere:”vogliamo il meglio”! Siamo alla rissa dei sentimenti
alle emozioni popolari . La battaglia politica certo è indispensabile, ma la
politica è solo l’ombra della nostra
vita del nostro modo di essere, di produrre di amare di consumare. La battaglia
politica si vince spostando il baricentro dei costumi, inventando nuovi modi di essere,
che ancora non esistono. Il peso delle nostre
idee politiche non deve riguardare il piccolo problema individuale, ma il problema il peso delle nostre azioni deve
essere grande:”non vogliamo più imbecilli “ ad occupare i posti nella politica
è chiedere troppo, o troppo poco?VOGLIAMO SOLO SOLIDARIETA'!
Paolo Calamai Direttore Responsabile www.pratoreporter.it
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