PRATO SONO SPARITI I PARTITI
EDITORIALE DEL DIRETTORE
QUANDO TUTTI A CASA
ROBERTO?
La vera questione è che a Prato sono spariti i partiti. Altro che l'euro la prima moneta unica. Non sarà mica finito tutto un altra volta in mano “ai nani della politica nostrana”. Hanno seppellito con una risata, si fa per dire, la nostra democrazia partecipativa. E' sparita anche la pochezza culturale del presunto direttorio pratese. I partiti sembrano incapace di scegliere, anzi perfino di capire le dimensioni del problema, e d'immaginare gli effetti catastrofici che si riversano sull'amministrazione comunale. Il fallimento politico ha effetti anche sulla economia DI CASA NOSTRA e non solo sulla politica nazionale, i rischi crescono, rimangano permanenti, e peggiorano, senza sbocco e via di uscita. E' un ritorno ad uno dei periodi peggiori di incubo della nostra storia, confusione compresa. Fino a quanto potrà resistere l'azione dell'amministrazione comunale e l'effetto Cenni? Se Cenni non agisce subito sul teatrino della politica pratese, il sentimento se prima era di sollievo, diventerà di insofferenza. Ancora poche settimane di governo cittadino in questa situazione, e saranno e diventeranno ridicole e difficili trovare le soluzioni e le ricette magiche del miracolo del cambiamento. Per non parlare della campagna scandalistica e giustizialista in corso sul primo cittadino. Come è potuto scadere l'effetto dell'entusiasmo, come si è potuta esprimere una classe politica così inadeguata. Si riesce solo ad esprimere discussioni mediocri, spesso confuse, disordinate, vanitose quanto inutili e dispersive. Non vorrei che anche a Prato si sia piombati in una società dello spettacolo, dove i politici recitano da attori per i media in una democrazia ormai inesistente. Le decisioni prese dal Sindaco e dalla Giunta non bastano,se e dove si concentrano i saperi e i talenti dei politici, non intervengano. Magari le decisioni vengono prese altrove? Prato così facendo diventerà un laboratorio del nulla. Non per caso la Città di Prato si è fidata di Cenni, e si è affidata nelle capacità di un sindaco “bipartisan” che gode ancora di prestigio e personalità, e vantaggi su una politica inesistente?. Se continua così ci domanderemo quale sarà la via d'uscita. E' difficile dire. Sicuramente il futuro ci riserba una decisione responsabile che il primo cittadino non potrà che intraprendere. Non Può essere manovrato da intelligentissimi manovratori del passato e del presente.. In questo caso, la via d'uscita è obbligata ed una sola :”tutti a casa”.
Paolo Calamai