Spettacolo fuori dal "copione" ieri pomeriggio in Piazza del Comune;
i lettori penseranno ad un artista o ad un gruppo musicale....niente di tutto questo. Ieri pomeriggio, pare che la piazza sia stata "onorata" di una ....tenzone per fortuna solo verbale tra l'assessore Bernocchi e il direttore Calamai. Pare che si sia inscenato un diverbio assai acceso e che la "querelle" andata in scena in questi giorni tra i "due" al confronto non sia nulla. Sono volate parole grosse tra i due che nascondono in realtà problemi assai più grossi. Secondo Bernocchi, Calamai sarebbe la "falange" armata della, chiamiamola così componente socialista del PdL e quindi ha visto dietro gli attacchi giornalistici un disegno teso a ridimenzionarne il ruolo all'interno dello stesso. L'assessore, in compagnia del suo fido di tante battaglie Ponzuoli, pare non essersi nemmeno accorto del grave errore che ha commesso inducendo (evidentemente con azioni più o meno opportune) un comitato di redazione a licenziare in tronco un'intera redazione e ci è riuscito alla grande, visto che ha trasformato un giornale "vivo, tagliente, e che si occupava delle istituzioni locali, a ridurlo come un asettico distributore di "veline" senza alcun taglio giornalistico. Calamai, da parte sua, pare abbia detto all'assessore di andare fino in fondo e di chiederne le dimissioni, visto che fino a prova contraria, questa maggioranza comprende al proprio interno anche i Socialisti Riformisti che fin dall'inizio hanno contribuito alla vittoria finale di Cenni. Insomma, la ....tenzone.... rimane ancora accesissima e tutta da seguire; ci soffermiamo un attimo solamente su un fatto.. da giorni, stanno arrivando al giornale, attestazioni di stima e solidarietà nei confronti del direttore e della redazione mentre non ci è ancora pervenuto ( altrimenti per correttezza giornalistica lo avremmo pubblicato) alcunché nei confronti di Bernocchi, nemmeno da componenti nel del suo partito ne del suo gruppo, e questo la dice lunga su tante cose, compresa la consistenza politica della sua azione di "governo".