AMPLIAMENTO EDIFICI ARTIGIANALI E PRODUTTIVI
Nel 2009 il Pd ha presentato una mozione con la quale chiedeva la possibilità di ampliare degli edifici artigianali e l'estensione, anche agli edifici produttivi degli interventi straordinari di demolizione e ricostruzione, alla stregua del piano casa. Quella mozione fu purtroppo respinta perchè la Legge Regionale non contemplava tale possibilità; non vi era quindi attinenza fra l'oggetto della mozione e il suo contenuto.
Ora che si tratta di recepire il recente sviluppo normativo Regionale, che oggi consente l'ampliamento degli edifici artigianali (come il Pd voleva)lo stesso partito oggi vota contro.
QUANDO NON SI POTEVA
FARE
IL PD LO VOLEVA
ORA CHE SI PUO'
FARE
IL PD NON LO
VUOLE PIU'!
Riflettendo su fatti del genere ho come l'impressione che questo modo di cambiare opinione a ogni “piè sospiro,” provochi un certo disagio E DISTACCO DELLA POLITICA, DALLA REALTA' DEI FATTI. Un disagio accentuato a fronte dell'ampliamento dell'edificio, chiedendo la messa a norma della parte esistente sotto l'aspetto del contenimento energetico. Si tratta di una richiesta fuori misura che, oltre a non trovare alcun riscontro normativo, significherebbe costringere i soggetti attuatori a sostenere costi maggiori da rendere assolutamente fuori mercato l'operazione di ampliamento di un qualsiasi edificio, sia esso produttivo che residenziale. Si tratta di proposte che mortificano l'impresa e l'iniziativa di chi ha voglia di investire, che, secondo me, non hanno neppure il “minimo sindacale “per formare oggetto di discussione. Mentre il settore edile e il mondo professionale stanno a girarsi i diti perchè non c'è niente da fare,MANCANZA DI LAVORO) il Pd trova ancora una volta il modo di distinguersi in maniera pregiudiziale e negativa, negando l'evidenza, lo sviluppo e il lavoro.
Consigliere Scali Stefano Pdl