PRATO LA DEMAGOGIA DEI MASS MEDIA
ABBASSO CENNI! EVVIVA CENNI
Editoriale del direttore
Non è apparso che da certi giornalisti accreditati che scrivono di politica su alcuni quotidiani in Città, (che prima del voto della mozione di sfiducia presentata dal Pd contro Cenni) i predetti abbiano scritto articoli in favore del Sindaco. Anzi direi tutto l'incontrario. Abbiamo assistito ad UN LINCIAGGIO MORALE DELLA PERSONA, paginate di processi sommari mediatici sul Sindaco e la Sua disavventura. Gli stessi, non contenti,di riportare la notizia, hanno scavato anche su atti riservati presentati dagli avvocati di parte. Ora guarda caso, dopo il “boomerang” della mozione di sfiducia, che si è ridotta ad una bolla di sapone, sono corsi in prima fila ad osannare il vincitore. C'era da aspettarselo, a nessuno piace stare dalla parte del perdente. Oggi però, visto i risultati positivi raggiunti, fanno a gara tra loro a gridare e scrivere :Viva Cenni! Viene da pensare che il “sano silenzio,” nella grande maggioranza dei casi, è la sola vera medicina. Se non ne disponiamo, è sopratutto perchè la macchina dei media si alimenta, anche in questa Città, ventiquattro ore al giorno, di carburanti di pessima qualità. Ficcare un microfono sotto il naso del primo che passa( e ne passano tantissimi.....e mandare in onda o scrivere frettolose parole, frutto di frettolose emozioni, è uno dei guasti peggiori che i media possono fare: ma lo fanno ugualmente, vedi il caso della mozione di sfiducia contro Cenni, come fossero invasati del proprio(malinteso) ruolo di megafono pubblico e politico. La demagogia che imputiamo giustamente alla politica è anche un vizio capitale di un sistema mediatico che appare sempre più incapace di selezione e di raziocinio, e pur di sembrare “dalla parte della gente”schiude le porte della visibilità, e dell'udibilità, a chiunque abbia le corde vocali in funzione. E' anche per questo vizio demagogico dei media che la condizione emotiva e culturale delle curve ultras è diventata una sorte di modello anche per la cosiddetta “pubblica opinione” e lo schemino “colpevolisti – innocentisti” è uno dei più popolari e praticati. Non mi resta che aggiungere, in merito al caso citato, che la parola “compaesani” mi mette tristezza fino nelle ossa:è una delle parole chiave del provincialismo e della piccineria del nostro Paese, di cui la nostra Città non è esclusa. Ogni volta che pubblico un articolo o una lettera nella quale qualcuno lamenta il proprio stato, numerosi altri lettori scrivono per contraddirla, negando che quello stato sia poi così precario o disagevole. Nella difficoltà di capire chi abbia ragione , mi limito a dichiarare il mio concetto e punto di vista, e osservare negli occhi la persona. Il parametro della solidarietà sociale è, in questo Città sempre più fragile, visto che ogni lamentela appare sempre degna di essere sbugiardata, e le necessità del vicino appaiano sempre meno significative delle proprie. Ecco che il coraggio di esprimere d'istinto le proprie idee e azioni assumono sui casi un alto significato morale, scambiato dalle male lingue come piaggeria.
Paolo Calamai