Panem et circenses
Amo lo sport e continuo a praticarlo assiduamente ma devo dire che la decisione del Presidente Monti di non sostenere la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 mi è sembrato non solo opportuna ma obbligata. Nel 1960 ero un giovane studente e seguii passo, passo, nelle immagini ancora incerte ed in bianco e nero, la memorabile edizione dei giochi olimpici di Bikila, Berruti, Benvenuti, Wilma Rudolph e Cassius Clay e di tanti altri splendidi atleti che non menziono solo per motivi di spazio. Furono giornate emozionanti che ancora, dopo tanti anni, ho scolpite nella memoria e che fecero da corollario all'Italia del dopoguerra in travolgente boom economico, con la lira forte e con i giovani proiettati verso un futuro pieno di speranze e di certezze. Non è, in tutta evidenza, l'attuale situazione del Paese. La crisi imperversa, l'economia stagna, ed ai nostri giovani viene anche negata la speranza di un futuro, non solo roseo ma appena accettabile. Gli imperatori romani per tenere tranquillo il popolo avevano un motto “ panem et circenses “ che, come ognuno sa, significa pancia piena e divertimento. Ma il pane, anche se a scapito del resto del mondo allora conosciuto, c'era ed in abbondanza. Pensare di impegnare oltre 20 milioni di euro – è la stima approssimativa ed iniziale che potrebbe facilmente triplicare com'è costantemente avvenuto in ogni edizione olimpica – del bilancio dello Stato, frutto di immani sacrifici di pensionandi, pensionati, sotto occupati e disoccupati per celebrare a Roma – in altra situazione nessuno sarebbe contrario – i giochi olimpici mi sembra una pretesa stolta che non tiene in alcun conto la realtà del Paese. D'altra parte non è la prima volta che un uomo di governo italiano, capace e responsabile, rinuncia all'assegnazione dei Giochi Olimpici alla Città Eterna. Successe anche a Giolitti nel 1905 di rifiutare, per motivi di bilancio, a De Coubertin la sede di Roma per la celebrazione dei Giochi del 1908 che di fatti si tennero a Londra. Non credo che Giolitti adottasse quella decisione a cuor leggero e con sufficienza così come, ne sono convinto, non lo ha fatto il Presidente Monti. Ma sono le scelte difficili ed impopolari quelle che caratterizzano i veri statisti rispetto ai tanti “quacquaraquà” che affollano il mondo della politica italiana, siano essi Sindaci, Presidenti di Regione o ex ministri.
Paolo Noci