IL DOPO CENNI?
PER AVER SUCCESSO
CI VUOLE CREDIBILITA'
editoriale del direttore
In due anni e mezzo l'amministrazione guidata da Roberto Cenni è riuscita a far diventare Prato, una Citta seria, una città capace di lottare per migliorarsi. Nella percezione pubblica locale, il “bipartisan ”Roberto Cenni, non si è fatto imprigionare dai partiti, ha compiuto una specie di miracolo locale anticipando le stesse scelte del Presidente della Repubblica nel indicare i tecnici, in sostituzione dei politici, al governo nazionale. Una Città in bilico come la nostra, ridotta fra il ridicolo e la disperazione circondata dai flussi migratori si è trasformata nell'ultima trincea rossa della Toscana, in una Città aperta e responsabile. La nuova amministrazione di centro destra guidata da Cenni, ha influito nel laboratorio politico regionale della futura classe dirigente. Non è la prima volta che alcune liste civiche hanno rovesciato amministrazioni indicate dai partiti e inciso notevolmente sull'azione dei partiti stessi. Cenni ha offerto il meglio di sé stesso nei momenti difficili . La squadra non era certamente preparata e ben organizzata, ( composta in prevalenza da tecnici, molti alle prime armi) ha avuto delle difficoltà iniziali, un rodaggio dovuto. La rapidità con la quale si è compiuta la metamorfosi, all'interno dell'amministrazione è stata aiutata anche dai voti dati alla lista Cenni da moderati di sinistra , ha stravolto e sorpreso i cittadini e gli ambiente economici ,culturali e politici di sinistra. Due anni e mezzo sono serviti, a sanare in parte i danni e a bilanciare con provvedimenti importanti:(bilancio, nomine negli enti intermedi, progetti). Per rimettere in carreggiata una Città ormai arrivata allo sbando, prigioniera della:(immigrazione, la clandestinità,la sicurezza, l'illegalità,il lavoro nero). Non basterà certamente una sola legislatura a risolvere i gravi problema. Una Città senza una guida sicura, in balia ai litigi, alle risse dei partiti, sarebbe solo destinata ad un totale declino. Ancora più sbalorditivo è che la Città in questi due anni e mezzo, si è strinta intorno al Suo Sindaco, anche nei momenti più difficile di un amaro destino, che ha travolto il primo cittadino, nella Sua attività di imprenditore. La cura Cenni gode ancora di un larghissimo consenso popolare.(anche dopo i fatti incresciosi che hanno colpito la sua ditta ) Certo, l'opposizione non avendo altri argomenti si è buttata anima e corpo sulla questione personale che ha coinvolto il Sindaco. Ogni giorno l'azione della minoranza sia in consiglio che in Città si è fatta più pesante. La Città non ha risposto all'insurrezione promossa dall'opposizione. La miccia sperata dell'opposizione per far cadere con la mozione di sfiducia il Sindaco non si è accesa. Anzi, ha rinserrato le file della maggioranza al suo interno. Non è passato il piano di rovesciare il clima del consenso su Cenni. Non è riuscito il piano destabilizzante è prevalso il senso della responsabilità. Il clima rivolto a scatenare a catena una catastrofe contro Cenni, considerato il male della Città non ha dato i suoi frutti.Uno dei fattori principali è che la politica non è più credibile. Per avere un'idea la crisi economica ha colpito tutti quanti in un silenzio imbarazzante che ha messo in ginocchio :ditte, famiglie,imprese, artigiani, imprenditori, liberi professionisti. Viene criticato dai cittadini il modo in cui si continua a personalizzare e condurre la politica. Non è mai un uomo solo a cambiare i destini di una Città, ma un intero gruppo dirigente.La verità è che stanno cambiando gli italiani stanchi di essere presi in giro dalla politica... Lo si capisce tutti i giorni nei posti di lavoro, su gli autobus, all'uscita delle scuole, nei luoghi dove le persone parlano, e parlano ormai d'altro, della sopravvivenza, dei problemi veri da affrontare. La politica ci ha rilevato quanto fosse importante il controllo dei media, dei giornali, delle televisioni, dei computer, della rete. Per spiegare i fenomeni di un grande Paese, non si può più permettere di avere la presenza dei pagliacci, in politica. Bisogna rimodellare il senso e la responsabilità comune. E sembra che ancora questo concetto a Prato non sia capito. Per avere successo ci vuole credibilità. Tutto qui!. Ed è quello che manca a chi crea il dissenso.
Paolo Calamai