IL DESTINO IL CHIARO SCURO DELLA NOSTRA VITA
CHI E' L'AGNELLO SACRIFICALE A PRATO?
DAI ROBERTO...DAI CHE CE LA FAI!...
Si sta consumando una trama sottile, non riuscita, ai danni di Roberto Cenni. Il Sindaco a Prato è l'unico obiettivo l'ennesimo “agnello sacrificale” delle strategie del Partito Democratico, o meglio, di quella parte del partito rappresentata dagli sconfitti a Prato:" Carlesi e compagni" che già non possono scordare, la figuraccia, avendo immolato con le primarie, sull'altare, un pezzo da novanta come Paolo Abati, e poi accantonato. La morale:" hanno perso le elezioni" Oggi lo scopo è pilotare la frammentazione, la divisione, che c'è nelle file del Pd fino all'estremo, sotto una parvenza di democrazia rappresentata, invogliando le cosiddette “truppe cammelate” contro ed esclusivamente la persona del Sindaco. INUSUALI E PARADOSSALI SONO STATI GLI ATTACCHI RECENTI di un quotidiano locale sulla persona Cenni, però molto graditissime e pare, anche attese, dai big del Pd pratese. Le sceneggiate e la messa in moto delle varie maldicenze, dai vari circoli, ha completato il caso. La strategia di Carlesi e compagni, alla destabilizzazione della Città non ha tregua, anche perchè è appoggiata incondizionatamente dalla Segretaria Bugetti del Pd. Il loro motto è: “perdere per perdere,” “perdere per forza”! Se così fosse ne vedremo delle belle. Altro che ridere fa bene alla salute! Mettere d'accordo belli e brutti, buoni e cattivi, questo rischio c'è. A pensarci bene, lo scontro che si paventava a Prato, prima dell'avvento del neo agnello sacrificale Cenni, è e rimane tutto interno al PD. Domandiamoci chi sarebbe il candidato a Sindaco della Città se fosse accantonato Cenni? Si vocifera un volto nuovo:”una donna per la prima volta a sindaco di Prato” Nessuno avrebbe immaginato che nel Pd avrebbero ricandidato il perdente e debole Carlesi! Al Pd gli sono bastate le batoste delle precedenti elezioni amministrative passate, per fargli perdere la bussola. Ora hanno detto basta:”si cambia” La vittoria con il ballottaggio di Cenni è stato il crollo psicologico. Ed ecco il colpo di genio:”si butta giù Cenni è il gioco è fatto.” Domandiamoci per chi! E perchè sono convinti che lo possano fare. Secondo le loro convinzioni, e le loro informazioni, sono sicuri, anche troppo sicuri, di farlo fuori quando vogliano. Certo, fanno saltare tutto, anche con il Commissario prefettizio. Alla fine, del resto, più in aria di com'è, il Pd a Prato non faranno un gran danno. Lo scopo rimane uno solo:”Fuori Cenni” :”REO DELLA SCONFITTA” Tanto è li che vogliano arrivare”. “Ma si, ...facciamole pure queste trappole, facciamo pure queste trame, facciamo saltare tutto. Tireranno fuori dal cilindro un “nomone femminile” che metterà tutti d'accordo” Che ne dite? Sono proprio dei geni...., guai a perderli.
In questa situazione caotica politica in Città, mi ha colpito la serenità di Roberto Cenni. Mi ha colpito l'intensità di espressione di Roberto Cenni. Come sapete sono un artista e l'artista guarda negli occhi le persone.Ed ancora una volta mi è dispiaciuto ricordagli che le male lingue e le chiacchiere e i falsi distintivi sono sempre pronte a colpire. Comunque, in questi momenti di difficoltà, è un personaggio sorprendente Cenni. Spiritoso, saldo nelle sue idee, nei suoi propositi, curiosissimo e nello stesso tempo assai timido. Mi ci è voluto un po' di tempo per capirlo. A volte Cenni è anche teatrale, politicamente profetico, un po' come me, e perciò debitamente spesso frainteso. So soltanto che ha aperto il cuore al più poetico e simbolico sgomento, nel vedere non progredire la Sua Città. Pare di indurre negli occhi di Cenni, un barlume di sincerità, di sicurezza, di compiacenza, di determinazione nel portare avanti il Suo ruolo di primo cittadino. Pare che dentro di se sia contento, anche se nasconde un'amara e dolorosa ironia, per i fatti che lo coinvolgono. Tutto ciò non gli impedisce di rivolgere il Suo tempo alle ore lieti del potere. Non pare abbia mai avuto letizia di potere. L'ha amato, ma anche sofferto. Non ha mai pensato l'essere tra gli altri il migliore, e il dovere di disprezzare gli avversari, interni ed esterni, forse è questa la forza nascosta in se, della propria convinzione, e il rispetto delle opinioni altrui. Le sue preoccupazioni, non le riversa alle miserie altrui. Ed è questa forza, questa costanza, che lo tiene ben saldo, nel suo ruolo. E' questa la differenza tra lui e gli altri. Non è di poco conto. Ed è la ragione per cui gli altri e in un certo senso, dagli altri è stato prescelto ai svolgere i suoi compiti istituzionali. Adesso mi resta più facile dirlo, dopo due anni e mezzo, abbiamo avuto modo di confrontarsi sulle molte iniziative culturali svolte in Città. Ma in questo sguardo, nonostante la disavventura, in corso, ha già segnato l'esito della Sua forza” la volontà di volercela fare, di farcela, e di continuare. Il desiderio di essere ancora utile ai suoi cittadini. E' uno sguardo che esprime il sentimento tragico dell'esistenza, dei momenti difficili, della speranza, della consapevolezza perfino che l'uomo è sempre in contraddizione con se stesso e che il vero prezzo da pagare per vivere, è il riscatto della propria persona , per assaporare pienamente la gioia della vita.
Paolo Calamai