90! Tombola! La paura........ di RIDERE!
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Roma - il leader dell'italia dei valori, antonio di pietro, è indagato
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Ma dal punto di vista giornalistico la notizia del campione di Mani
Pulite che finisce indagato per truffa sarà o no una notizia da prima
pagina? Lo sarà o no, soprattutto per dei quotidiani che da anni, mesi,
settimane e giorni sono esclusivamente impegnati a tradurre in italiano
(non sempre con successo) le veline della magistratura sui “vip della
politica”?
E invece, la notizia di Antonio Di Pietro indagato, proprio lui che
reclamava la pulizia in Parlamento nel programma del suo partito
populista intitolato all’“Italia dei Valori”, non sembra essere una
chicca, una ghiotta notizia su cui fare colore e tanto moralismo e
populismo mediatico. All’improvviso, la gran parte dei quotidiani si
scopre garantista, sottotraccia e rispettosa delle indagini e
dell’indagato.
Vedi Il Fatto quotidiano, che ha sempre sostenuto di non guardare in
faccia nessuno e volere che non seggano alla Camera e al Senato altro
che uomini illibati e specchiati.
La notizia di Di Pietro sotto indagine per truffa è solo un
richiamino-ino-ino in prima. L’editoriale è dedicato alla “cricca”. Il
commento di spalla del solito Travaglio punta al solito target:
Berlusconi. Là sotto, però, c’è la notiziola. E nelle pagine interne il
titolo non parla di “Di Pietro indagato per truffa”, ma di “Veltri che
ci riprova”. Veltri è colui che lo accusa (ma non solo Veltri). Quindi,
alla notizia si è sostituita l’assoluzione. E alla berlina viene messo
non il sospettato, ma chi punta l’indice: “A volte ritornano”.
Bell’esempio davvero di giornalismo duro e puro e di politica coerente.
La notizia di Di Pietro è assente sulle prime pagine dell’Unità, del
Messaggero (che però gli dedica un bell’articolo di Aiello), del
Sole24Ore, del Riformista, ed è appena un richiamo su Repubblica (quasi
invisibile) e La Stampa.
La solita ipocrisia. Il Corriere della Sera, invece, dedica due pagine
alla vicenda e un richiamo molto visibile in prima pagina. Massimo
Franco tratta il disagio di Di Pietro nella sua nota politica e
conclude: “L’inchiesta arriva sulla scia delle dichiarazioni rese
dall’ex ministro ai magistrati che indagano su Affittopoli; e che
volevano sapere quale fosse il suo grado di conoscenza degli affari
della lobby di Angelo Balducci negli anni in cui Di Pietro era al
dicastero dei Lavori pubblici.
Si tratta di un sottofondo fastidioso per un elettorato che guarda
all’IdV come a un movimento virtuosamente manicheo. ‘Male non fare,
paura non avere’, dice ai militanti il leader nella sua memoria (sul
web). Ma la scelta di rovesciare valanghe di documenti sul proprio
sito, è la conferma di un imbarazzo palpabile”.
Un imbarazzo che non impedisce a Di Pietro di smentire clamorosamente
la propria bandiera e restare al suo posto in Parlamento.
Indefessamente, a dispetto di se stesso e di tutta la sua battaglia
urlata e sostenuta con l’indice alto, le carte alla mano e le manette
appese alla cintura.
« Torna indietro | Fonte: Giuseppe Sagliocco | Stampa articolo | Condividi:
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