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    Nazionale 27/10/2011 alle 16:04 Firma: sito fastweb - Filippo Vasco Stampa articolo

    Crisi, lettera dell'Italia alla Ue

    La ricetta del Governo: Licenziamenti più facili, stretta sulle pensioni, privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico.

    Licenziamenti più facili, stretta sulle pensioni, privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico.

    È il piano di riforme presentato dal Governo per rassicurare l' Europa sul risanamento dei conti pubblici e il sostegno alla crescita.

    Un documento in tre parti  (più premessa e conclusioni) che compone un pacchetto di misure, alcune più aggressive altre meno, unite a un calendario per la concreta realizzazione, con l'impegno a definire già per il 15 novembre un piano d'azione. Un progetto destinato però a sollevare dure reazioni, a cominciare dai sindacati, già pronti alle barricate.

    "Caro Herman, caro Josè Manuel":  comincia così, con un saluto confindenziale del premier Silvio Berlusconi, la lettera destinata al presidente del Consiglio europeo Van Rompuy e a quello della commissione Ue Barroso. Una lettera, spiega Berlusconi, "che descrive la situazione economico-finanziaria italiana e illustra le misure che intendiamo adottare per una finanza pubblica sostenibile e per creare condizioni strutturali favorevoli alla crescita".

    Nei prossimi 8 mesi il governo punta a muoversi così "su quattro direttrici":  entro 2 mesi la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all' attività economica; entro 4 mesi la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; entro 6 mesi misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano; entro 8 mesi il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. E nei prossimi 4 mesi sarà "prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud", favorendo un uso migliore dei fondi europei.

    Con questo calendario, per la metà del 2012 il volto del Paese potrebbe cambiare in maniera profonda.

    Licenziamenti. Soprattutto se saranno realizzate misure di forte impatto sociale come quelle sul lavoro, che prevedono la possibilità di licenziare per motivi economici i dipendenti con contratti a tempo indeterminato. Interventi - come l' accelerazione sul fronte delle liberalizzazioni e la riforma dell' architettura costituzionale dello Stato - cui si uniranno i tagli drastici per "una finanza pubblica sostenibile".

    Ci saranno infatti l'aumento dell' età di pensione a 67 anni nel 2026, dismissioni del patrimonio da cui ricavare 5 miliardi all' anno in un triennio, le privatizzazioni delle Spa degli enti locali, la riforma fiscale, la soppressione delle Province, e perfino una commissione per abbattere il debito pubblico. Più eventuali nuove manovre correttive per i conti pubblici.

    La Redazione


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