Riceviamo e pubblichiamo:Incredibile ma vero: sta tutto nel decreto di archiviazione del
Tribunale di Roma, che assolve Di Pietro perchè, su questo punto, il
fatto non costituisce reato.
Lo trovate a pag. 25 del decreto riportato oggi sul Corriere della Sera a questo indirizzo:
http://www.corriere.it/Media/pdf/dipietro/decreto-archiviazione-imperiale.pdf
Come funziona? I contribuenti pagano le tasse e lo Stato dà ai
partiti dei rimborsi elettorali. Nonostante nel 1993 il referendum per
l'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti fosse stato vinto
con oltre il 90% dei consensi, con i rimborsi elettorali i partiti si
assegnano cifre che Willer Bordon nel libro "Perché sono uscito dalla
Casta" (pagg. 79 segg.) calcola essere circa 100 volte superiori a
quelle che gli italiani avevano voluto negare con il referendum.
Di Pietro ha pensato bene di fondare una società immobiliare e di
acquistare degli appartamenti. Con che soldi? Probabilmente facendo dei
bei mutui, pagati dando gli appartamenti in affitto all'Italia dei
Valori, ossia al suo partito. Tutto legale, ci mancherebbe! Quello che
ci preme sottolineare è l'uso dei soldi dei contribuenti che viene
fatto dalla politica: i rimborsi per le spese sostenute in campagna
elettorale vanno a finire in affitti versati dai partiti ai leader di
partito. Che in tal modo accumulano dei bei patrimoni immobiliari. Alla
faccia nostra.