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    Nazionale 25/06/2010 alle 07:34 Firma: Satanicus Stampa articolo

    Altre cose poco chiare nella vita di Di Pietro

    Alberico Giostra 23 Giugno 2010
     
    "LEI NON HA DIRITTO DI RECLAMARE QUEI SOLDI PERCHE' SONO DI COMPETENZA DELL'ASSOCIAZIONE IDV E NON DEL PARTITO". COSI' I LEGALI DI DI PIETRO A WANDA MONTANELLI AL PROCESSO DI MILANO.
    PERCHE' ALLORA IL LEADER IDV SOSTIENE IN PUBBLICO CHE ASSOCIAZIONE E PARTITO SONO LA STESSA COSA?
    Intervista a Wanda Montanelli, ex responsabile del Dipartimento Pari opportunità Idv che ha fatto causa a Di Pietro chiedendo un risarcimento per danni esistenziali dopo essersi vista negare per anni i soldi che per legge spettavano al suo Dipartimento, soldi che sono stati comunque iscritti nei bilanci come se fossero stati davvero erogati. La sentenza alla fine dell'anno.

    Wanda Montanelli a che punto è la sua causa contro Di Pietro e l'Italia dei valori?
    Il processo è presso il tribunale civile di Milano, è iniziato l'11 giugno 2008 e il 30 giugno prossimo ci sarà quella che credo sia la penultima udienza. In autunno-inverno arriverà la sentenza. La giudice è una donna, Paola Maria Gandolfi.

    Che cosa chiede a Di Pietro? 
    Il risarcimento di un milione di euro di danni esistenziali per aver impedito che svolgessi la mia attività di responsabile del Dipartimento per le politiche di genere di Idv negandomi i soldi del finanziamento pubblico che la legge 157 all'articolo 3 dispone esplicitamente vengano riservati nella misura del 5% dei fondi totali a questo scopo. Questo è accaduto dal 2002 al 2006. 

    Ma Di Pietro sostiene di averli dati quei soldi, e parla di 600.000 euro destinati proprio alla consulta donne. 
    A me non risulta. Io quei soldi non li ho mai visti. Neanche un euro. 

    Sono iscritti nei bilanci del partito a partire dal 2003 e dopo che la Camera dei deputati aveva stigmatizzato proprio la mancanza di questa voce nei rendiconti Idv del 2001 e 2002.
    Sarà, ma io non li ho mai visti. Ho letto quei bilanci e ho visto che nel 2003 compariva per la prima volta la voce "iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica", ma non era indicata nessuna cifra. Ancora nel 2004 nessuna cifra. Poi nel 2005, dopo un'altra nota della camera, veniva indicato lo stanziamento di 199 mila euro. 

    E lei questi soldi non li ha davvero mai visti? 
    Di questi soldi, 24.370 euro sono indicati come spesi per una manifestazione attribuita al mio Dipartimento pari opportunità e tenutasi a Roma il 22 settembre 2005. In realtà sono stati spesi per organizzare la "prima festa nazionale dell'italia dei valori" svoltasi il 21 settembre 2005 a Roma al parco della resistenza. Ma nelle cinque giornate della manifestazione ci hanno riservato solo una tavola rotonda di due ore. E nient'altro. Una tavola rotonda che non può essere costata 24.370 euro. 

    Altri esempi? 
    Nei bilanci 2005 e 2006 sono stati indicati stanziamenti con formule generiche del tipo partecipazione attiva delle donne alla politica", ma se poi chiedevo anche un solo euro per iniziative mi veniva puntualmente negato. In due anni, 2005 e 2006 vengono indicati come spesi 220.000 euro per le attività regionali che a me non risulta si siano mai visti in nessuna regione. Inoltre accanto a stanziamenti di quasi 60.000 euro veniva usata la formula "per future iniziative". Quali siano state queste future iniziative non saprei dire. 

    E come hanno risposto i legali di Di Pietro alle sue osservazioni? 
    In un modo davvero sconcertante se si pensa a quanto leggiamo in questi giorni a proposito della controversa questione associazione familiare/partito politico. Un anno fa l'avvocato di Di Pietro ha depositato una memoria nella quale sostiene che io non ho diritto a discutere di quei soldi perchè sono di competenza dell'associazione privata Di Pietro-Mura-Mazzoleni e non del partito del quale io ero dirigente!

    Esattamente il contrario di quanto va dicendo il leader Idv. 
    Esatto. Le repliche di Di Pietro alle contestazioni di Elio Veltri sono chiarissime: associazione e partito sono la stessa cosa. Eppure per contrastare la mia richiesta e i miei diritti sostiene esattamente il contrario. E' incredibile ma è così e presto renderò pubblica quella memoria.

    Alberico Giostra



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