CENTRO STORICO SCRITTE SUI MURI E SPORCIZIA
Il centro storico di Prato è tuttora afflitto dal problema delle scritte vandaliche che deturpano le facciate di antichi palazzi o dei monumenti storici che invece, se rispettate, costituiscono il tesoro artistico della città. Una bellezza che evidentemente è poco sentita da una parte di cittadini che, imbrattando i muri, esprimono un chiaro sintomo di noncuranza, di maleducazione, di mancato rispetto delle regole, nonché della proprietà privata. Tanti sono i muri di antichi palazzi imbrattati di vernice, e che abbrutiscono le strade del centro. Anche i chiassini medioevali, già teatro di esposizioni artistiche negli anni Settanta, nonché tipico e fondamentale patrimonio storico-urbanistico della città, versano oggi in condizioni di totale abbandono: mura sfregiate da scritte vandaliche, e rigagnoli di urina che mandano un odore estremamente sgradevole, segno che questi vicoli del centro vengono utilizzati come toilette a cielo aperto, presumibilmente nelle ore notturne. Particolarmente colpita anche la splendida facciata rinascimentale della Basilica di Santa Maria delle Carceri, pregevole opera tardoquattrocentesca dell’architetto Giuliano da Sangallo, già oggetto di vandalismi grafici nello scorso Aprile; a quelle scritte se ne sono aggiunte altre, che hanno vieppiù aggravato il già rilevante danno estetico e materiale. La rimozione della vernice spray dal marmo è infatti particolarmente difficoltosa, e un alone scuro rimane quasi sempre. Episodi vandalici che rappresentano un costo per tutta la comunità; l’amministrazione comunale è infatti costretta a intervenire per ripulire i monumenti e le facciate, utilizzando soldi pubblici che avrebbero potuto essere impiegati in ben più proficue iniziative a beneficio della cittadinanza. Come spiegano i residenti, ogni tanto in centro vengono ripuliti alcuni muri, anche su iniziativa degli stessi proprietari; uno sforzo ammirevole ma purtroppo vano, poiché per un muro ripulito, subito un altro viene puntualmente vandalizzato, il che praticamente rende la situazione pressoché stazionaria Inoltre, residenti lamentano una mancanza di sorveglianza, soprattutto notturna, ma le forze dell’ordine devono fare i conti con carenze d’organico, che rendono difficile una controllo capillare della città. Una valida soluzione potrebbe essere quella della videosorveglianza, ma all’atto pratico sembra dare pochi risultati, come dimostra la nostra fotografia, scattata in via Settesoldi.Ma la cosiddetta street-art non sempre è soltanto un fenomeno di vandalismo. Può nascondere anche delicate urgenze sociali, cui troppo spesso si finisce purtroppo per non pensare. In un certo senso, la città è lo specchio dei suoi abitanti, e il suo stato di degrado può anche essere un parametro per misurare il malessere di chi la abita, in particolare dei più giovani, che sfogano la rabbia o il disagio attraverso gesti eclatanti come, appunto, le scritte vandaliche.Riqualificare una città non significa soltanto ripulirne i muri imbrattati, ma anche e soprattutto offrire alla cittadinanza concrete opportunità di dialogo, confronto, e lavoro. Restituire dignità al centro storico è una complessa operazione che va di pari passo con la dignità e l’entusiasmo delle persone che lo abitano.
Niccolò Lucarelli www.pratoreporter.it