NOSTRA INCHIESTA CENTRO STORICO
L'OFFERTA COMMERCIALE
Negli ultimi due anni l’offerta commerciale del centro storico di Prato ha conosciuta una costante, sensibile diminuzione.
Abbiamo documentata la situazione delle vie Firenzuola, Carraia e Del Serraglio, dove le saracinesche abbassate sono il tratto caratteristico di quelle che, fino a non molti anni fa, erano animate vie del centro cittadino. Tanti sono infatti i fondi che, ormai da diversi mesi, recano l’avviso “affittasi”, segno che nessuna nuova attività è subentrata alla precedente. Il mancato ricambio è indice della brave crisi che ha colpito anche il commercio al dettaglio, dove i minori incassi devono far fronte ai costi fissi d’esercizio, fra i quali la spesa mensile per l’affitto è la voce più gravosa. In periodi di crisi, gli unici momenti in cui gli incassi si fanno ragguardevoli, sono i saldi e le festività natalizie, ma il mercato immobiliare non sembra aver rilevato queste difficoltà, lasciando inalterati i prezzi al metro quadro.
La ragione principale di questa vera e propria ecatombe sembrerebbe, quindi, quella dell’eccessivo costo delle locazioni dei fondi, ma a frenare l’apertura di nuovi esercizi è anche l’incertezza del mercato, che rende molto rischiosi gli investimenti nel settore, in attesa di un fine crisi che sembra ancora lontano.
Un altro duro colpo è stato inferto anche dall’apertura di numerosi outlet e centri commerciali, che, se da un lato possono occasionalmente vincere la battaglia dei prezzi, dall’altro hanno svuotate le città rendendo lo shopping un’esperienza separata dal paesaggio urbano, facendo perdere il contatto fra i cittadini e i centri storici, e contribuendo così al disamoramento nei confronti della propria città. Dove, dei tanti piccoli negozi che fino a pochi anni fa ne caratterizzavano il paesaggio, ne sono adesso spariti i ¾ per lasciare il posto ai monomarca o alle grandi catene, che rendono le città sempre più uguali fra loro, e quindi anonime e poco gradevoli.
Per questo occorre una profonda azione che miri a valorizzare i cosiddetti negozi di vicinato, e incentivando, ad esempio, la vendita di prodotti tipici del territorio, a chilometri zero. Un’operazione che darebbe respiro anche al comparto agro-alimentare pratese.
Un incentivo a vivere il centro storico per fare shopping, può venire anche dalle condizioni in cui il centro è tenuto. Certe strade, ad esempio via Carraia, non versano in buona salute, a causa della poca illuminazione o del manto stradale sconnesso. E quindi, aprire un negozio in una strada del genere può essere un investimento a perdere, dato lo scarso passaggio di persone, che preferiscono camminare nelle vie limitrofe più illuminate e mantenute in condizioni migliori.
La crisi resta, ma tanti piccoli gesti potrebbero comunque alleviarla.
Niccolò Lucarelli www.pratoreporter.it