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"Notizie di Inchieste su Prato"

Sabato, 19 Maggio 2012 - aggiornato alle 18:58

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    Inchieste 16/11/2011 alle 13:52 Firma: Paolo Calamai Direttore Responsabile Stampa articolo

    Cari signori del Creaf il brevetto pratese non si tocca


     Cari signori del Creaf

    Il rigenerato e' un brevetto segreto

    INTOCCABILE PRATESE 

     

    Le nostre conoscenze devono rimanere ben custodite a casa nostra. Finalmente il centro destra si è deciso a dire la sua sul caso Creaf. Si è rotta la voce del silenzio. La chiarezza in politica premia sempre alla fine dei conti. Ha perfettamente ragione l'on. Riccardo Mazzoni coordinatore del Pdl pratese di chiedere al Sindaco Roberto Cenni di uscire come Comune dal Creaf . Bisogna che la Città sappia che è un “disastro” continuare nella cantilena del centro sinistra al sostegno del “carrozzone Creaf”. Non si può essere corresponsabili di una tragedia, di una sventura, di uno sfacelo, di una confusione, di uno sconquasso, di un caos annunciato. Il rigenerato per il mercato del tessile è un brevetto esclusivamente pratese ed è intoccabile non negoziabile.

    Bisogna assolutamente che il Pdl, Fli, l'Udc, la Lega si facciano sentire e trovino tutti insieme il sistema di una via di uscita. Uscire immediatamente dall'accordo che la Regione e la Provincia hanno firmato con i cinesi, per la creazione di un centro di ricerca tessile in Via Galcianese a Prato. Un centro che dovrebbe anche garantire il controllo qualità delle merci italiane dirette in Oriente. I partiti del centro destra devono immediatamente provvedere alla “DISMISSIONE DELLE QUOTE”,in possesso del Comune. Dopo lo strappo istituzionale del Presidente della Regione Rossi che ha dimostrando una arroganza incredibile, seguito a ruota dal presidente della Provincia Gestri, (ignorando completamente le posizioni del Comune di Prato), sicuramente il caso Creaf per il Comune è chiuso. Il Sindaco Cenni deve trovare nel più breve tempo possibile una soluzione. Deve affrontare il non facile problema di cedere le quote in possesso del Comune del Creaf. Difficilissimo oggi sul piano economico collocare le quote. Chi le comprerebbe ora? Il Sindaco ha sempre affermato con determinazione che oltre alla beffa della creazione del Creaf voluto dal centro sinistra, c'è il danno economico: portando in Cina il nostro patrimonio di conoscenze. A questo punto a poco senso anche il tavolo del distretto nel sostenere a spada tratta la firma.

    Paolo Calamai


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