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"Notizie di Inchieste su Prato"

Sabato, 19 Maggio 2012 - aggiornato alle 18:57

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    Inchieste 25/05/2010 alle 11:33 Firma: GD Stampa articolo

    Calciopoli 2006...ecco la telefonata che fa retrocedere l'INTER

    L’arbitro Bertini a Bergamo: «Facchetti mi ha parlato prima della gara: spiacevole». Nella telefonata la rivelazione: l’ex presidente nerazzurro entrò nello spogliatoio facendo pressione sul direttore di gara
    ASCOLTIAMO anche questa telefonata in cui l’arbitro Bertini descrive le parole di Facchetti in una sua irruzione nello spogliatoio arbitrale prima di Cagliari-Inter del 12 maggio 2005. E una domanda sorge spontanea, la stessa che ci poniamo di fronte alle certezze tetragone di chi distingue quel che fu da massimo della pena nel 2006 e quello che si vorrebbe far finire nel nulla nel 2010 (perché Palazzi non chiede i dischetti con le 171 mila telefonate? Perché non s’incuriosisce pure lui a voler ascoltare tutto, senza dover dipendere dalla giustizia penale rivendicando l’autonomia rivendicata spesso da tanti in Figc?). Che ne sarebbe stato dell’Inter se nel processo sportivo di Calciopoli, quattro anni fa fosse finita anche questa telefonata che ci accingiamo a pubblicare e che finirà nel calderone delle “novità” vecchie di quattro anni che sfilano al processo di Napoli? Avevamo (anche i più garantisti sul fronte nerazzurro) additato come rilevante la telefonata Bergamo-Facchetti che prima della semifinale del­la Coppa Italia 2005 si fanno riguardo allo score di Bertini coi nerazzurri: Bergamo cerca di creare i presupposti per una sfida senza l’arbitro messo in mezzo dalle proteste interiste, asseconda Facchetti che gli ricorda lo score con l’arbitro di Arezzo «4-4-4 con lui», inteso come vittorie, pareggi e sconfitte. E Bergamo rintuzza: «Allora facciamo 5 di quelle con la V». Le pressioni di Facchetti perché la gara è importante per l’Inter (che vincerà quel titulo). Ecco il dopo gara, parlano Bertini, l’arbitro che non capiva bene le situazioni stando a quanto si dicono Facchetti e l’ex designatore, e proprio Bergamo. Auricchio aveva candidamente confessato che l’indagine ruotava attorno al sistema Moggi e così anche di fronte alla confessione dell’assistente Coppola che parlava di pressioni ad uso e consumo interista non approfondì, non sentì questa telefonata del 12 maggio 2005. «A noi non risultavano pressioni interiste, non abbiamo intercettazioni», beh - piaccia o non piaccia - c’è pure questa intercettazione.

    LA TELEFONATA - La sera del 12 maggio 2005, al termine della partita Cagliari-Inter (1­1), l’arbitro Paolo Bertini chiama il designatore Paolo Bergamo per lamentarsi delle pressioni di Giacinto Facchetti prima dell’inizio dell’incontro. «Sa, questa è la tredicesima partita, eh? - dice all’arbitro negli spogliatoi il presidente dell’Inter -. Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score». «Non è stato piacevole - commenta Bertini con Bergamo -. A volte è imbarazzante una premessa del genere». Si discute del mani fuori area di Carini, portiere interista, poi si va sulla visita di Facchetti a Bertini, evidentemente all’oscuro del tema della telefonata Bergamo­Facchetti sul 4-4-4 (ma Bergamo faceva così: la dava calda a molti, forse a tutti).

    L’INTERCETTAZIONE
    BERGAMO
    - Pronto?
    BERTINI - Sei a letto, Paolo eh?
    BERGAMO - No, se. Allora?
    BERTINI - Com’è andata, che mi dici?
    BERGAMO - Mah, ho visto l’ultima mezz’ora perché m’avevano avvertito di questo fallo di mano che. No, non è mica espulsione comunque.
    BERTINI - Quella non è espulsione.
    BERGAMO- No, non è mica una chiara occasione da rete.
    BERTINI - Ma poi si può fare una disposizione di carattere tecnico su tutto ma non c’ha? Forse la mancata percezione di dove fosse come posizione ma non può essere ritenuta una occasione di?
    BERGAMO- No, assolutamente.
    BERTINI - È stato quello l’unica cosa.
    BERGAMO- Protestavano un po’ quelli dell’Inter, so’ un po’ insofferenti, quando?
    BERTINI - Eh, me ne so’ accorto. È stata una remata dal primo minuto, poi, eh? Non capisco, non capisco perché. Tra l’altro c’è stato Facchetti a inizio partita, è venuto dentro lo spogliatoio a salutare con quel fare di sempre. “Ah, sa questa è la tredicesima partita, eh? Per ora siamo in perfetta parità: quattro perse, quattro vinte e quattro pareggiate. Eh, sa, per l’Inter non è che sia un grande score”, ha detto. Quindi l’abbiamo preparata in questo modo la partita.
    BERGAMO- Mh, mh.
    BERTINI- Eh, non è stato piacevole, non è stato piacevole.
    BERGAMO - E bisogna che ci parli, sì. (incomprensibile) .più tranquillo in campo. C’avevo già parlato, gliel’avevo già detto, ma questo non capisce un cazzo.
    BERTINI - No, ma ho l’impressione. non so nemmeno l’interlocuzione più giusta quale possa essere perché questa veramente… A volte è imbarazzante. Una premessa del genere. Ci siamo guardati tutti, ci siamo guardati tutti prima della partita.
    BERGAMO - Ascoltami, quando avrai buttato giù con me, dopo chiama Gigi (probabilmente Pairetto, ndr) che si è accorto che m’hai chiamato.
    BERTINI - Dici? Sì, sì certo.
    BERGAMO- Capiscimi.
    BERTINI - E quindi, niente, insomma, questa situazione te l’ho detta appunto.
    BERGAMO - Grazie, comunque la partita, a parte il clima.
    BERTINI - Al di là di questo, insomma la partita è poi andata bene.
    BERGAMO- Per quella parte lì che ti diceva, ti ci penso io, dai...
    BERTINI - Sì, perché tra l’altro non ha neanche senso. Non mi sembra di avere fatto. Anzi, anzi. Vabbuò.
    BERGAMO- Buonanotte, ci sentiamo.
    BERTINI - Ci sentiamo domani, va.
    BERGAMO- Vabbè grazie, ciao.
    BERTINI - Ciao.

    Afine gara il presidente Cellino dirà: «Si vede che devono far vincere qualcosa all’Inter. A questo punto non so se serva andare a San Siro la prossima settimana».


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