RIDERE E' UN ARTE DIFFICILE
Far ridere è un’arte difficile, e far ridere con eleganza lo è ancora di più. Paolo Calamai, poliedrico artista pratese, possiede questo talento, e ce ne da un saggio nel suo Giovannini, Vestri, Landini… Cenni il “bipartisan”… tutto il resto è noia, che sarà presentato domani alle 17,30 presso il ridotto del Teatro Metastasio. Fa piacere vedere con quanto interesse, personalità della politica, della cultura e della psicologia abbiano voluto essere presenti per l’occasione, spendendo qualche parola sul nostro giornale per spiegare ai lettori l’estro e la figura di Paolo, così come l’importanza sociale della comicità.
Una comicità, la sua, elegantemente caustica, mai sopra le righe, molto affine a quello humour di gusto britannico che ha affascinato l’Europa negli anni del Decadentismo. Per quanto immediata, la sua comicità è ricca di significati e retroscena, molto spesso venati di una punta d’amarezza, causata da quell’assurdo in cui siamo condannati a vivere.
Lui stesso ce lo conferma in queste sue parole:
“Le creature umane sono, e sempre saranno, interessantissime da osservare. Le differenze che li separano sono infatti un dono meraviglioso che è giusto accogliere, perché ci consente di ricostruire le loro identità, e le peculiarità dei vari popoli. Nel rapporto potente e ineffabile fra natura e cultura, si arriva probabilmente a cogliere il segreto dell’esistenza, e la speranza è che lo si possa impiegare per fare il bene, e non il male; cosa, quest’ultima, che purtroppo agli uomini resta assai facile. La satira è un misto di curiosità, diffidenza, indignazione, e il binomio “90! Tombola! La paura di ridere”, e “ridere fa bene alla salute”, ne è la conferma. La satira è una pausa di riflessione. Se si mischiano questi stati d’animo in rapporto alla situazione, si ottiene qualcosa che assomiglia alla ragionevolezza più dignitosa. La Storia, poi, impone di accennare anche al buffo, al ridicolo, e spesso si abbassano gli occhi non per la vergogna, ma per la paura di ridere”.
Vogliamo chiudere questo breve intervento con alcune massime sull’importanza del ridere:
1) Mi affretto a ridere di tutto, per la paura di essere costretto a piangere.
2) Si conosce un uomo dal modo in cui ride.
3) Mentre si ride, si pensa che per la serietà c’è sempre tempo.
4) Grande fra gli uomini, e di gran terrore, è la potenza del riso, contro il quale nessuno nella sua coscienza trova sé munito da ogni parte. Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
5) Il derubato che ride, ruba qualcosa al ladro. E sé stesso deruba colui che spende un dolore inutile.
6) Ridi, e il mondo riderà con te. Piangi, e piangerai da solo.
7) Nulla ci spiega meglio il carattere degli uomini, che il sapere cosa trovano ridicolo.
8) Che cosa vede più volentieri il Creatore, se non una creatura lieta?
9) L’allegria è uno stato d’animo che accresce e sostiene la forza di un uomo ad agire. La tristezza è, al contrario, uno stato d’animo che ostacola questa forza. L’allegria è dunque una cosa buona.
10) Il comico, essendo la continuazione dell’assurdo, mi sembra più disperante del tragico.
Ridere, quindi, è una pausa di riflessione, un momento sociologico di scontro/incontro con la realtà. E un artista che si rispetti, deve saper incoraggiare il pubblico a questo tipo di riflessione. Paolo Calamai ha illustrato tre anni di realtà politica e sociale della città di Prato, da questo suo lavoro è nato un libro che, siamo certi, incontrerà il favore dei pratesi.
Complimenti, Paolo!!!
Niccolò Lucarelli