Addio Valdemaro, caro amico mio
La notizia, anche se purtroppo attesa, mi ha raggiunto come un colpo di maglio. Valdemaro, mio amico fraterno, ci ha lasciati per sempre. L'ultima volta che siamo stati insieme risale alla scorsa estate. Eravamo a cena allo stesso tavolo assieme a Leonardo Lombardi, Emanuele Marigolli e Marco Romagnoli nella sua villa di Schignano e Valdemaro, anche se ormai segnato da un destino evidentemente inevitabile, continuava a fare progetti futuri per le sue aziende ma prima di tutto per il Museo Pecci che da anni presiedeva con assoluto impegno, dedizione e amore. D'altra parte l'arte contemporanea era da sempre, assieme all'amore per la sua Città, la sua più profonda passione. Ricordo ancora l'occasione che lo legò di una profonda amicizia con Massimo Bellandi, che anche lui ci ha lasciati prematuramente, e fu quando propose a Massimo, allora Assessore alla cultura del Comune di Prato, una mostra di pittura che poi venne realizzata ed ottenne un notevole successo in Città e probabilmente fu il trampolino di lancio per la sua successiva presidenza del Museo cittadino di arte contemporanea. Parlare di Valdemaro mi riesce difficile proprio perché aravamo amici da tantissimi anni e troppi sono i momenti di vita, di confidenze di complicità e di serenità trascorsi insieme, spesso con Leonardo che me lo aveva presentato in gioventù proprio nella sua villa di Schignano, per poterne ricordare qualcuno. Valdemaro era una persona speciale, pieno di entusiasmo e di passione per tutte le cose che intraprendeva e per gli amici un porto sicuro a cui rivolgersi per ogni evenienza. Anzi il più delle volte era lui a proporsi se appena aveva la sensazione che un amico stesse attraversando qualche difficoltà. Un'altra sua grande passione era la politica che non ha mai fatto direttamente ma che ha sempre seguito, in particolar modo quella locale, con curiosità e competenza. Era un uomo di sinistra. Di quella sinistra laica e riformista, in sostanza socialista, che oggi è poco rappresentata nella nostra società ed anche questo era un nostro cruccio comune. Ma non per questo ha mai cessato di partecipare alla vita pubblica cittadina avendo sempre come bussola l'attenzione per i meno fortunati, i diseredati, i giovani che cercava di incoraggiare in tutti i modi, la giustizia sociale e gli immigrati verso cui ha sempre tenuto un atteggiamento di comprensione e di accettazione. Ma ora caro Valdemaro mi mancano le parole per ricordarti come meriti. Di una sola cosa sono certo mi mancherai come una delle persone più care. Alla cara Ingrid ai tuoi figli ed ai tanti che ti hanno voluto bene rivolgo un abbraccio e le mie più sentite condoglianze. Addio caro Valdemaro non ti dimenticherò mai:
Paolo Noci