Nessuno sa quali siano le conclusioni dell’ audizione della “Commissione Parlamentare Speciale sulla contraffazione” dell’ 8 di Febbraio.
Dall’ audizione sono stati esclusi Unione Industriale e Rete Imprese Italia: evidentemente la loro presenza non era attinente un argomento strettamente correlato alla nostra economia.
E’ ovvio che sulle analisi di un problema e sulle varie soluzioni prospettabili ci sia un confronto, un dibattito, in quanto è impossibile che tutti i soggetti coinvolti possano pensarla omogeneamente sulle misure da adottare.
Invece, il confronto, il dibattito e la polemica fino ad ora riguardano solo le parole: se ci voglia una legge “speciale per Prato” o solo “per Prato”.
L’ On. Mazzoni ha reso noto un suo disegno di legge “speciale” , nella quale a quanto leggo sui media, non trovo nulla di nuovo.
Prima di nuove leggi “speciali”, facciamo valere quelle “vecchie” che ci sono.
L’ On. Fava, presidente della commissione, ci viene invece ad insegnare che una “legge speciale per Prato” è errata e demagogica, scaricando la colpa dell’ aggettivo “speciale” sull’ On. Cimadoro, la colpa si dà sempre agli assenti: nessuno infatti ha riportato quanto testualmente affermato da quest’ ultimo, il quale non sapendo di esser chiamato in causa, non può ribattere e chiarire niente.
La storia è vecchia. Esiste solo contrapposizione verbale e retorica tra gli opposti schieramenti ideologici, i problemi della collettività vengono dopo.
Ma l’ uomo della strada ha capito tutto: quella che chiamiamo “politica” si deve chiamare solo scontro dialettico fine a sé stesso.
AURELIO DONZELLA