PAOLO CALAMAI….ovvero l’arte come impegno sociale…
Un po’ di biografia.
Prendo spunto dalla prossima mostra itinerante che si inaugurerà mercoledì 26 gennaio alle ore 19, con la presenza del Sindaco Roberto Cenni, per ripercorre, almeno per spezzoni, la feconda e ormai “antica” vicenda artistica di Paolo Calamai. Lo farò riprendendo alcuni passi della mia presentazione al libro- catalogo monografico su Paolo Calamai edito nel giugno 2007.
“ Paolo è un artista, un artista vero, che ha espresso attraverso il colore sulla tela, durante le varie fasi della sua esperienza pittorica, sensazioni profonde, che non sono mai banali o individuali ma che anzi, quasi sempre, evidenziano una vera e propria denuncia sociale, un vero e proprio urlo di ribellione contro le tante manchevolezze della nostra società”
“ Sarebbe sufficiente a questo proposito osservare con attenzione la serie delle figure straziate e strazianti dei giovani corrosi dalla droga, dalle quali emerge la profonda disperazione di una generazione senza speranze e senza ideali…”
“ Ed ancora meritano un’attenta riflessione le opere successive, quelle nate come per un moto spontaneo ed incontenibile all’indomani del golpe fascista cileno. In quelle figure sofferenti, ingabbiate dal filo spinato, in un’atmosfera da inferno dantesco, è facile ritrovare tutta la disperazione , il dolore lacerante e lo sdegno riferibili a campi d sterminio nazisti o ai gulag staliniani….”
“ Ecco quindi che la fame nel mondo, il fenomeno purtroppo inarrestabile della cementificazione urbana…che sconvolge e mortifica l’ambiente…il dramma esistenziale dei giovani nell’affannosa e troppo spesso infruttuosa ricerca di costruirsi un futuro in una società disattenta e distratta verso i problemi dei meno dotati, dei meno fortunati e degli emarginati…il disagio legato alla tutt’ora irrisolta questione femminile…l’emarginazione degli anziani, dei senza lavoro e dei senza dimora ed infine la guerra, la peggiore fra tutte le infamie umane, diventano per Calamai tutte occasioni per dar corpo alla sua pittura fatta di segni graffianti e forme sgraziate che niente concede alla facile piacevolezza ma che urla attraverso il colore tutto il bisogno cha ha l’artista di denunciare questi fenomeni…che rappresentano, purtroppo, ancora oggi tanta parte della vita dell’umanità.”
“ Ed infine, dopo varie vicissitudini ed esperienze di gruppo con altri artisti, in primo luogo con il “ Maestro “ Frank Rinaldo Burattin ed il collega ed amico Tosco Andreini, ciclo durante il quale Calamai affronta la pittura allegorica, onirica e classicheggiante…si arriva ala fase attuale dell’opera di Paolo che si sostanzia in una pittura più posata, tranquilla e ricercata, direi quasi accattivante ma che mantiene intatto il tratto saliente di un espressionismo non di maniera o di corrente ma del tutto personale che sgorga spontaneo dalla sua indole pittorica. “
Su quello che riguarda l’impegno relativo alla segreteria di Calamai della “ Federazione degli Artisti “ che trovò il suo momento più alto nelle mostre “ arte per strada”, poi ripresa da tante altre Città Toscane e dell’intero Paese, non intendo soffermarmi per non tediare i lettori che potranno facilmente, se interessati, trovare soddisfazione alle loro curiosità leggendo il libro- catalogo di Calamai
Voglio solo ricordare che Calamai è stato protagonista di oltre cinquanta mostre, fra personali, la stragrande maggioranza, e collettive.Si sono occupati di lui: La Gazzetta di Prato, Il Giornale del Mattino, la Nazione, Prato storia ed arte. Mani Tese –Modena, Il Lavoro Nuovo, Avanti, Il Tirreno, Il Narciso “ Arte e Cultura” Torino, Michelangelo- Rivista culturale- Firenze. Arredamento veneto- Padova ,Orizzonte 75- Artisti Contemporanei- Milano, Segnalati dalle Gallerie- Milano, Guida all’Arte contemporanea- Bugatti edizioni- Bologna, Pan Arte- Firenze, La Comunicativa- Eco della Critica- Roma, Pittori Pratesi- Edizioni del Palazzo- Prato, Comanducci- Edizione Arte, Il Bacchino- Prato, Storia nternazionale, D’arte “ L’elite new” ediz. 2008.
Hanno scritto di lui fra i moltissimi altri: Franco Riccomini, Roberto Cirri, Elio Mercuri, Don Giuseppe Billi, Andrea Lazzeri, Emanuele Bettini, Giuseppe Vannucchi, Giorgio Saviane, Carlo Emanuele Bugatti… ed infine molto più modestamente il sottoscritto.
Paolo Noci