Il presidente del Consorzio Progetto Acqua Paci: “Impensabile continuare a scaricare sulle imprese problemi non loro”.
Queste ultime, rappresentate dall’Unione Industriale Pratese e dal Consorzio Progetto Acqua, hanno evidenziato ancora una volta i gravi problemi conseguenti le inadeguatezze del sistema fognario del territorio; in particolare è stata stigmatizzata la gestione, ritenuta dalle imprese meramente burocratica ed inefficace, che di queste criticità stanno facendo i soggetti pubblici preposti e la stessa Publiacqua.
E’ dal 2006 infatti che è stato preso atto formale della necessità di intervenire sulla rete fognaria, attraverso la sottoscrizione di un accordo di programma che prevedeva la realizzazione di una fognatura per gli scarichi industriali, così da lasciare la rete attuale ad esclusiva disposizione del civile. Tre anni dopo, nel 2009, visto che non era stato ancora compiuto alcun passo, furono le stesse imprese a dichiararsi disponibili ad accollarsi 19 dei 30 milioni di euro necessari per realizzare la fognatura industriale. Ma ad oggi non si sono sbloccati né il complesso iter autorizzativo né la restante quota parte pubblica.
“Come imprese non so cosa potremmo fare più di questo – commenta il presidente del Consorzio Progetto Acqua Simone Paci – Paghiamo per un servizio di fognatura che è il più costoso d’Italia, gravato tuttora sia per le imprese che per le famiglie anche dalla quota di remunerazione del capitale, e in più siamo oggetto di vere e proprie vessazioni. Ciò che sta accadendo in sostanza è questo: da parte di Publiacqua vi sono timori per le conseguenze dell’inadeguatezza di vari punti della rete fognaria pratese; la stessa Publiacqua, invece di intervenire almeno su un’accurata manutenzione della vecchia fognatura e si spingere per la realizzazione della nuova, cerca di mettersi al sicuro imponendo alle imprese condizioni irrealistiche per gli scarichi. Basti pensare che ci viene richiesto di immettere nella fognatura acque con standard qualitativi come se scaricassimo in un fiume, e di farlo distribuendo gli scarichi uniformemente sulle 24 ore! Non è necessario essere dei tecnici per capire quanto ciò sia improponibile. Per tacere poi di imprese che, avendo la buona sorte di avere di questi tempi quantità rilevanti di lavoro, si vedono negare la possibilità di aumentare gli scarichi. La soluzione? Quella vera e definitiva è la fognatura industriale: le imprese sono pronte da anni, ma se il pubblico non si sblocca non si può partire. E in ogni caso si tratta di un’opera che richiederà qualche anno di lavoro. Nel frattempo non si può sparare nel mucchio imponendo alle imprese condizioni di lavoro impossibili. Certo è facile comminare sanzioni ed imporre a tintorie e rifinizioni di scaricare acqua limpida senza porsi domande sulla fattibilità di una simile ‘soluzione’. E continuando ad imputarci costi che sono i più elevati del paese. ”
Le imprese rimangono in attesa di interventi risolutivi da parte della politica, quella con la P maiuscola.