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"Notizie di Amministrazione su Prato"

Sabato, 19 Maggio 2012 - aggiornato alle 17:56

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    Amministrazione 12/01/2012 alle 15:43 Firma: Niccolò Lucarelli Stampa articolo

    L'Assessore Milone fa il punto sulla lotta all'illegalità cinese.

    L’Assessore Aldo Milone ha presentato questa mattina alla stampa il bilancio annuale dell’attività della Polizia Municipale in materia di violazioni commerciali e amministrative, degrado urbano e illeciti edilizi.

    L’attività del Gruppo Interforze ha portati risultati considerevoli, in particolare se consideriamo i risultati raggiunti negli anni precedenti all’insediamento dell’attuale Giunta. Nello specifico, nel 2004 erano stati effettuati controlli su 110 imprese, mentre nel 2011 i controlli sono stati 365, e sono stati sequestrati 176 immobili commerciali e 3 abitazioni. Negli immobili sequestrati, erano complessivamente presenti 272 imprese, tutte riconducibili a cittadini cinesi. Un dato che fa riflettere sull’andamento del processo d’integrazione, e sulla reale volontà di integrarsi, almeno a livello amministrativo, di questa comunità.

    Risultano cruciali, in particolare, i sequestri dei macchinari, considerando che nel 2011 hanno portato nelle casse dell’Amministrazione poco meno di 328000 Euro, con un aumento di 100000 Euro rispetto all’anno precedente; una somma importante, in un periodi di tagli consistenti agli Enti locali. Somma che sarà interamente destinata alla spesa corrente, una parte della quale avrà scopi di assistenza sociale. Esaminando il numero dei sequestri, si nota che c’è stato un calo, passando dai 265 macchinari sequestrati nel 2010, ai 172 del 2011; questo si spiega perché adesso, a differenza del passato, in un singolo magazzino non si trovano, generalmente, più di una o due imprese. Da qui, il minor numero di macchinari utilizzati. Tuttavia, l’incasso è aumentato, poiché la spesa necessaria per il dissequestro è passato da 40 a 50 Euro per ogni apparecchio, ed è allo studio la possibilità di un ulteriore aumento, fino a 60/70 Euro. Del resto, puntualizza l’Assessore, questo è uno dei pochi modi per far pagare l’imprenditoria illecita; se riescono a evadere le tasse dovute allo Stato, non hanno però la possibilità di evitare il pagamento al Comune per il dissequestro.

    A livello di controlli fiscali, è stata creata nel Dicembre 2010, in seno alla Polizia Municipale, una speciale unità di Polizia Tributaria, i cui controlli serrati hanno fatto emergere contraddizioni e irregolarità; ad esempio, su 150 attività commerciali gestite da cinesi e monitorate dalla Tributaria, soltanto cinque hanno presentata una dichiarazione dei redditi fra 10000 e 20000 Euro; le altre, in media, hanno dichiarato 3000 Euro, mentre in tre lamentavano perdite per circa 250000 Euro.

    A seguito di questi controlli, le cartelle sospette sono state poste al vaglio dell’Agenzia delle Entrate, ma i tempi per la riscossione delle imposte dovute, si annunciano lunghi.

    Inoltre, da un’indagine svolta dalla stessa Agenzia nel Macrolotto 1, è stato rilevato, su 83 automobili appartenenti a imprenditori cinesi, il fermo amministrativo per il mancato pagamento di INPS, IRPEF, eccetera. La cifra complessiva che l’erario non ha riscossa, ammonta a due milioni di Euro. Da parte sua, l’Amministrazione comunale ha aperto un tavolo di dialogo con Equitalia, per far sì che per i fermi amministrativi superiori a 20000 Euro vengano accelerate le pratiche e rese più efficaci le riscossioni. Nel primo trimestre del 2010, ad esempio, mancavano alle casse dello Stato ben 500000 Euro.

    Come si vede, l’attività di controllo prosegue serrata, e i risultati non sono mancati, anche se la lentezza della legislazione italiana frena in parte il concretizzarsi dei provvedimenti presi a livello di Polizia. E nonostante i risultati ottenuti, l’Assessore non si fa troppe illusioni su una possibile sterzata virtuosa del comportamento della comunità cinese, almeno nel breve periodo; interrogato in tal senso, risponde che, data la natura del prodotto che offrono, basato sulla scarsa qualità, gli imprenditori cinesi sono “obbligati” a mantenere prezzi bassi per non uscire dal mercato, scopo che si raggiunge solo eliminando il pagamento di tasse e contributi vari.

    Saranno quindi necessari diversi anni prima che l’integrazione sia completa; a questo proposito, l’Assessore si esprime sul recente incontro fra l’Amministrazione l’Ambasciatore cinese: le dichiarazioni di S.E. Ding Wei sono apprezzabili e costituiscono il punto di partenza per un dialogo costruttivo. Ma aspettiamo di vedere fatti concreti. È già un primo risultato che le autorità cinesi abbiano riconosciuta la gravità della situazione a Prato, e abbiano accettato il dialogo. Sicuramente, sono state indotte a ciò dalla cattiva immagine che il “problema Prato” dà della Cina nel resto del mondo. E si è giunti a questo punto solo grazie alla continua attività di prevenzione e repressione intrapresa dall’attuale Amministrazione, che ha puntati i riflettori sui moltissimi casi di illegalità, ottenendo una vasta eco anche a livello mondiale. Basti ricordare che alla conferenza stampa seguita all’incontro con l’Ambasciatore cinese, erano presenti anche giornalisti americani.

     

    Niccolò Lucarelli


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