Si è svolto oggi a Palazzo Comunale il vertice fra le autorità cittadine - rappresentate dal Sindaco Cenni, il Presidente della Provincia Gestri e il Prefetto Maria Guia Federico -, e l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese a Roma, a Roma, S.E. Ding Wei, accompagnato dal Console di Firenze Zhou Yunqi.
Un vertice, come spiegano Cenni e Gestri in conferenza stampa, che sembra essere stato un vero e proprio punto di svolta nelle relazioni fra Prato e Cina, in quanto si è notata la forte volontà delle autorità cinesi di risolvere le difficoltà legate all’ancora parziale integrazione della comunità orientale con la nostra città. Una volontà dovuta alla cattiva immagine della Cina che il “caso Prato” offre agli occhi del mondo, a causa delle attività non sempre trasparenti dei cittadini cinesi.
Tanti gli argomenti affrontati in questo incontro che si preannuncia come la prima tappa di un lungo percorso condiviso, che nelle intenzioni dovrà portare alla completa integrazione della comunità orientale. Non pochi, allo stato attuale, sono i problemi, a cominciare dall’evasione fiscale, e proseguendo con la mancata osservanza delle normative igieniche e sanitarie nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Non ultimo, il censimento: soltanto il 60% dei cinesi di Prato ha riconsegnato i moduli.
Il Sindaco Roberto Cenni ha espresso un ringraziamento all’Ambasciatore per essere stato presente oggi, nonostante la concomitanza della manifestazione a Roma, in ricordo delle vittime cinesi dei giorni scorsi. Entrando nei particolari del vertice, Cenni ha spiegato come l’Amministrazione, da parte sua, sia sempre stata disponibile all’integrazione della comunità cinese, e lo ha dimostrato mettendo a sua disposizione tutti i relativi servizi urbani e civili, come l’istruzione, la sanità, la raccolta dei rifiuti. Tuttavia, fornire questi sevizi rappresenta un costo per Prato, e la richiesta alle autorità cinesi è quella di contribuire a sensibilizzare i propri cittadini sul pagamento delle tasse, come forma di contribuzione ai servizi di cui usufruiscono. E questo sarebbe anche il passaggio chiave per debellare quella che sino a oggi è stata la concorrenza sleale esercitata dalle tante attività economiche cinesi presenti in città. Sotto quest’ultimo punto di vista, Cenni ha illustrata la volontà di creare un distretto produttivo di qualità, basato sulla sinergia fra le competenze artigianali pratesi e i prodotti cinesi, come ad esempio la seta, e fare così di Prato una nicchia del made in Italy opportunamente aggiornato a quelle che sono le nuove condizioni economiche. Per attrarre gli investimenti dalla Cina, si semplificherà la burocrazia amministrativa e bancaria, rendendo più rapidi i trasferimenti di denaro.
Ma non soltanto di economia si è parlato. Come spiega Gestri, è necessario integrare la comunità cinese a tutti i livelli, a cominciare dal rispetto delle normative igienico-sanitarie. A questo proposito, le autorità cinesi si sono dette disponibili a recepire le ordinanze comunali, e a organizzare campagne informative in lingua cinese, in modo che anche coloro che non comprendono la lingua italiana possano mettersi in regola. Si tratta quindi di creare una mentalità “occidentale” fra i cittadini con gli occhi a mandorla, e di questo le autorità cinesi ne sono pienamente consapevoli. In materia legale, l’Ambasciatore fa notare che la direttiva del Governo di Pechino per i propri cittadini all’estero, è che le leggi del Paese ospitante devono essere rispettate. E S.E. Ding Wei lo dimostra plaudendo ai frequenti blitz con cui l’Amministrazione cerca di controllare la criminalità cinese. Inoltre, l’Ambasciatore si è detto disponibile, a nome del Governo centrale, al rimpatrio dei cinesi che si siano macchiati di reati penali.
Quindi, in conclusione, da questo e dai successivi incontri, l’Amministrazione si aspetta il forte impegno delle autorità cinesi a creare nei propri concittadini quella volontà d’integrazione che porta con sé anche la legalità. Da parte sua, l’Amministrazione si impegna a garantire tutti i servizi alla comunità, e a dialogare con essa attraverso un comitato di sette membri, già accreditati presso l’Ambasciatore, comitato del quale fanno parte membri delle varie associazioni cinesi, fra cui Asso-Cina. Un lungo lavoro che inizierà a breve, e che ci si augura possa portare i frutti sperati.
Niccolò Lucarelli